La lotta ai contenuti artificiali su Spotify fa un altro passo avanti. Dopo aver introdotto nelle scorse settimane i badge di verifica per la musica, la piattaforma svedese ha annunciato che lo stesso sistema verrà esteso anche ai podcast. Una mossa che punta dritta a un problema sempre più evidente: la proliferazione di show e contenuti audio generati tramite intelligenza artificiale, spesso di qualità discutibile e pensati solo per accumulare numeri gonfiati.
Dal punto di vista estetico, il badge per i podcast sarà identico a quello già visto nella sezione musicale. Si tratta di una spunta verde chiaro che comparirà accanto alle pagine dei podcast e nei risultati di ricerca. Il nome ufficiale resta lo stesso: “Verified by Spotify”. Nessuna distinzione grafica, quindi, tra musica e parlato. Spotify però ha chiarito un aspetto importante: la verifica non si limiterà a controllare l’identità di chi pubblica il contenuto. La piattaforma terrà conto anche del comportamento del pubblico, analizzando fattori come la continuità dell’attività del creator, il coinvolgimento reale degli utenti e l’andamento dell’audience nel corso del tempo. L’idea è riuscire a individuare più facilmente quei podcast generati artificialmente che spesso accumulano ascolti sospetti o traffico automatizzato tramite bot.
Sanzioni più dure e un rollout che richiederà tempo
Parallelamente ai badge di verifica, Spotify ha annunciato anche un giro di vite contro chi utilizza l’intelligenza artificiale per impersonare altri creator. Non si parla solo di contenuti generati da macchine, ma più in generale di materiale ritenuto ingannevole: tutto ciò che rientra in questa categoria verrà rimosso dalla piattaforma. È un segnale piuttosto netto sulla direzione che la società intende prendere.
L’implementazione dei badge parte da oggi, ma non sarà un processo immediato. Il rollout richiederà diverso tempo, considerando che Spotify ospita attualmente oltre 7 milioni di podcast. La società stessa ha specificato che si tratta soltanto del primo passo di una strategia più ampia, pensata per costruire un ecosistema podcast che possa definirsi davvero più affidabile.
Un fenomeno in crescita che preoccupa l’intero settore dello streaming
I numeri, del resto, giustificano abbondantemente questo tipo di intervento. Secondo le ultime stime, circa il 44% della musica caricata di recente sulle piattaforme di streaming potrebbe essere prevalentemente generata dall’intelligenza artificiale. E il fenomeno non è più confinato solo alla musica. Anche nel mondo dei podcast la situazione sta diventando sempre più critica: creare imitazioni vocali convincenti o show interamente automatizzati è ormai relativamente semplice. Basti pensare che perfino Adobe Acrobat oggi permette di creare podcast a partire dai propri file.
