Il percorso di trasformazione di Tiscali entra in una fase decisiva. Negli ultimi mesi l’azienda ha portato a termine una serie di uscite volontarie incentivate che hanno interessato diverse sedi italiane. Ciò ha segnato un passaggio delicato nella storia del gruppo. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sono stati completati infatti circa 220 esodi che hanno coinvolto lavoratori degli uffici di Cagliari, Roma, Bari e Taranto.
La situazione occupazionale dell’azienda negli ultimi anni racconta bene le difficoltà attraversate dal settore delle telecomunicazioni. Secondo i dati ricostruiti dal sindacato Uilcom Sardegna, circa 10 anni fa la presenza di Tiscali sull’isola contava oltre 1000 dipendenti. Con il passare del tempo però il numero si è ridotto fino a circa 600 lavoratori. L’integrazione con Linkem poi aveva riportato temporaneamente l’organico complessivo a circa 1.100 persone. Un risultato dovuto dalla somma delle due strutture aziendali più che da nuove assunzioni. Oggi invece, la forza lavoro complessiva si aggira intorno alle 700 unità, con circa 450 dipendenti concentrati nella sede di Cagliari.
Tiscali e l’ipotesi di affitto del ramo consumer
Il contesto generale del mercato delle telecomunicazioni non facilita la stabilità delle aziende del settore. Negli ultimi anni la concorrenza e la pressione sui prezzi sono stati determinati. Secondo le stime riportate dai rappresentanti sindacali, l’intero comparto italiano avrebbe registrato una riduzione dei ricavi nell’ordine di diversi miliardi di euro. In questo contesto, realtà come Tiscali si trovano in una posizione particolarmente complessa. Risultano infatti troppo grandi per essere considerate operatori di nicchia, ma allo stesso tempo meno strutturate rispetto ai colossi internazionali che dominano il mercato.
Nel frattempo prende forma un possibile sviluppo industriale che potrebbe cambiare l’assetto del gruppo-Tiscali. Secondo le informazioni emerse, la holding Tessellis, nata dalla fusione tra Tiscali e Linkem, avrebbe accettato una proposta presentata da Canarbino Spa. Si tratta di una società con sede a Sarzana attiva nel settore energetico che presenta circa 700 dipendenti e centinaia di migliaia di clienti. Il piano prevede inizialmente l’affitto di questa divisione, una soluzione che potrebbe rappresentare il primo passo verso una futura acquisizione definitiva. L’obiettivo di tutto ciò? Valorizzare sia il marchio-Tiscali sia il brand Linkem, mantenendo una continuità commerciale nei servizi offerti ai consumatori.
Una simile operazione permetterebbe alla holding di rivedere la propria strategia industriale e alleggerire la gestione diretta del segmento consumer, settore caratterizzato da forte competizione e margini ridotti. Per Canarbino, invece, l’ingresso nel mercato delle telecomunicazioni potrebbe rappresentare un ampliamento delle proprie attività, integrando servizi digitali accanto al business energetico.
Per ora si tratta di una fase preliminare, ma la direzione intrapresa sembra indicare una trasformazione importante per uno dei marchi storici di Internet in Italia. Insomma, nei prossimi mesi sarà più chiaro se questa operazione diventerà il nuovo capitolo della storia di Tiscali.
