Lenovo MWC è ancora una volta sinonimo di sperimentazione hardware e integrazione avanzata dell’intelligenza artificiale. Allo stand di Barcellona, il gruppo porta tre concept che mettono al centro modularità, nuovi form factor e interazione evoluta tra utente e dispositivo.
A spiegare la direzione intrapresa è Alessandro De Lio, PCSD Leader di Lenovo Italia, che definisce i concept presenti in fiera come prodotti capaci di generare un forte “effetto wow”, frutto di investimenti costanti in sviluppo e ricerca.
Notebook modulare, 3D eye-tracking e gaming pieghevole
Tra le novità più rilevanti spicca un notebook modulare a doppio schermo destinato al mondo commerciale. “Abbiamo visto un sistema modulare, un doppio schermo touch”, spiega De Lio. Il secondo display può essere posizionato anche sul retro della cover per mostrare contenuti a chi si trova di fronte, oppure sostituire la tastiera, trasformando il dispositivo in una workstation con due schermi touch frontali.
La flessibilità non riguarda solo i display. “Potrò staccare alcune porte e sostituirle con altre”, sottolinea il manager, evidenziando un approccio che punta a superare la configurazione statica del laptop tradizionale.
Nel segmento consumer, il brand Yoga introduce un concept con schermo 3D senza occhiali. “Non ha bisogno di nessun supporto esterno, grazie a delle videocamere si sincronizza con il mio sguardo”, afferma De Lio. Il sistema consente anche interazioni dirette tramite oggetti appoggiati sul secondo schermo, come una palette colori per modifiche su modelli tridimensionali.
Sul fronte gaming, la nuova versione di Legion Go integra uno schermo foldable. “Potrò passare da un formato tradizionale a raddoppiare lo schermo”, spiega, ampliando l’area visiva e l’esperienza in mobilità.
Secondo Lenovo, queste soluzioni riflettono un cambiamento imminente nel modo di utilizzare i device. “Da qui a tre anni il modo con cui oggi pensiamo e utilizziamo i device potrà modificarsi in maniera molto importante”, osserva De Lio, richiamando l’evoluzione verso interazioni vocali, AI contestuale e uso crescente delle webcam.
Lenovo Qira e la strategia dell’ecosistema aperto
Accanto ai concept hardware, al MWC 2026 debutta Lenovo Qira, definita come un super agente AI. “L’AI esce dalle app, esce dal device, diventa un connettore”, spiega De Lio. Installata sui dispositivi, Qira analizza il contesto operativo e fornisce risposte personalizzate, con l’obiettivo di superare la frammentazione tra smartphone, tablet e PC. Il sistema punta a offrire un’esperienza coerente tra piattaforme differenti, evitando risposte generiche e migliorando la produttività nel rispetto della privacy.
Un altro elemento centrale della strategia Lenovo riguarda l’assenza di un ecosistema chiuso. “Non crediamo nei recinti, crediamo nelle esperienze”, afferma De Lio. L’azienda opera su sistemi diversi — Android, Chromebook, Windows, oltre a server, datacenter e smartphone Motorola — mantenendo un’offerta trasversale che copre più categorie di prodotto.
Allo stand di Barcellona è presente anche un’area dedicata allo smontaggio dei dispositivi, scelta che evidenzia l’attenzione verso componentistica, ciclo di vita e sostenibilità. “Non sarà l’utente ad adattarsi al device, ma il device a offrire un’esperienza precisa rispetto alle aspettative di produttività”, sintetizza De Lio, delineando una strategia che combina ricerca hardware, libertà di piattaforma e intelligenza artificiale come orchestratore dell’esperienza digitale.
Trascrizione integrale della nostra intervista
Tecnoandroid: Eccoci qui al Mobile World Congress di Barcellona 2026 allo stand Lenovo con Alessandro De Lio, responsabile prodotto Lenovo per l’Italia. Ciao a tutti. Grazie per concederci questa intervista. Partiamo subito con una domanda relativa al Mobile World Congress. Lenovo sono anni che hanno un grande effetto wow. Ci stupisce sempre con dei concept molto all’avanguardia, molto innovativi, che fanno rimanere a bocca aperta. Intanto se vuoi descriverci due o tre concept che ci sono qua presenti e quale è quello che preferisci e poi come fa Lenovo anche a livello di sviluppo, come fa a portare sempre così innovazioni e questo effetto wow.
Alessandro De Lio: Grazie, bellissima domanda e grazie anche per aver riconosciuto l’effetto wow dei proof of concept che portiamo ad ogni fiera. Questa volta Barcellona ha tre prodotti che secondo me hanno veramente il wow effetto. Uno su piattaforma commerciale, quindi un Feedbook. Che cosa abbiamo visto? Abbiamo visto un sistema modulare, un doppio schermo, questo secondo schermo touch, anche il secondo schermo che può essere messo nella parte back della cover del PC, quindi permette di mostrare a chi mi sta di fronte esattamente lo stesso contenuto che sto visualizzando io sullo schermo principale. Ecco che potrò poi staccare la tastiera e sostituirla con lo schermo che ho utilizzato prima per far vedere il contenuto a un’altra persona. A questo punto avrò due schermi touch direttamente davanti a me. Molto utile se dovrò utilizzare alcuni programmi, ad esempio quelli di videografica e video editing che di solito richiedono di avere una serie di strumenti a schermo che occupano più spazio. La terza cosa che potrò fare è potrò utilizzare la tastiera in modalità Bluetooth e quindi avere anche una digitazione classica tramite tastiera con due schermi in mobilità. L’altra particolarità di questo proof of concept è che potrò staccare alcune porte e sostituirle con altre e quindi ecco che abbiamo un sistema veramente molto modulare.
Ci spostiamo poi in ambito consumer col brand Yoga. Yoga è il brand premium di Lenovo. Anche in questo caso abbiamo visto un PC con due schermi ma lo schermo principale è uno schermo 3D. Un 3D con una particolarità. Non ha bisogno di nessun supporto di occhiali esterni ma semplicemente il sistema, grazie a delle videocamere, si andrà a sincronizzare con il mio sguardo e mi offrirà una profondità 3D incredibile, veramente da provare. L’altra cosa che fa questo proof of concept attraverso alcuni oggetti che possono essere poggiati sullo schermo secondario andrà a darmi la possibilità di interagire, ad esempio avendo una palette di colori per poter fare delle modifiche direttamente sul mio modello 3D.
Terzo proof of concept, sempre in ambito hardware. Io sono un gamer. Mi è piaciuto vedere un prodotto della gamma Legion Go, quindi la nostra console di gioco portatile. In questo caso un schermo foldable. Quindi potrò passare da un formato tradizionale a raddoppiare lo schermo e avere quindi una modalità di gioco ancora più ricca e più entusiasmante.
Tre prodotti che fanno chiaramente capire come Lenovo continua a investire moltissimo in termini di sviluppo di prodotto hardware, lavorando tanto su tutto quello che sono le cerniere, gli screen, la possibilità di avere in un footprint anche delle esperienze che in realtà sono più allargate. Da qua ad esempio il tema dei display foldable oppure spostabili. Questo perché? Perché pensiamo che da qui a tre anni il modo con cui oggi noi pensiamo e utilizziamo i device potrà modificarsi in maniera molto importante. Sono anni che interagiamo con i device attraverso la digitazione su una tastiera fisica oppure attraverso uno schermo, però abbiamo visto che il modo con cui lavoriamo ad esempio per interagire con le AI può essere anche vocale e sempre di più passerà attraverso l’utilizzo anche delle webcam.
Da qui un altro concetto di innovazione che Lenovo ha portato a Barcellona, presentato già a Las Vegas, Lenovo Qira, Motorola Qira. Di cosa parliamo? Parliamo di un super agente AI, quindi l’AI esce dalle app, esce dal device, va a diventare un connettore che permette di avere un’esperienza più personale, più produttiva, nel pieno rispetto della privacy. Ecco che Lenovo Qira, installato sul mio device, avrà esattamente capacità di capire qual è il contesto in cui sto operando e quali sono le domande e le interazioni che sto facendo, evitando di darmi risposte generiche, dandomi delle risposte molto più personali, ma anche facendomi superare un po’ quello che è il limite che oggi proviamo, per cui la nostra esperienza fatta attraverso un AI su uno smartphone, su un tablet, su un PC, è separate, invece Lenovo Qira andrà a connettere i puntini e diventerà un vero e proprio orchestrator. È il mio superpotere cognitivo, questo è quello che mi aspetto di migliorare.
Tecnoandroid: Ok, perfetto, grazie mille. Hai anche anticipato quello che volevamo chiederti sulla parte di Qira, che ci avevi poi anche nel dietro le quinte spiegato. A me piace sempre fare una domanda un po’ più generica, con libertà di risposta, nel senso che qual è il futuro di Lenovo, un po’ ce l’hai già spiegato, ma se dovessi scegliere un punto di forza che magari altri non hanno e che si dice quando si pensa a Lenovo si pensa a Qira?
Alessandro De Lio: Secondo me Lenovo oggi sta investendo come nessun’altra azienda che ha un footprint nel mondo dell’hardware così importante in termini di ricerca e sviluppo. Ci facci vedere anche tutte le parti, c’è proprio uno stand qui al mobile dove si smonta il computer e si fanno vedere tutte le parti. Anche sulla sostenibilità, sulla possibilità di avere prodotti che veramente accompagnano l’utente durante un ciclo vita che è un ciclo vita importante. Perché sta facendo questa cosa Lenovo? Perché noi siamo fermamente convinti che sempre di più non sarà l’utente a doversi adattare al device, ma deve essere il device a offrire un’esperienza all’utente precisa e puntuale rispetto a quella che è l’aspettativa in termini di produttività che in quel momento vorrà essere soddisfatta. Prima anticipavo, giusto per chiudere, il concetto che è uno dei concetti principali di non avere un ecosistema chiuso. Cioè il fatto proprio di riuscire ad attrarre l’utente, non per poi rinchiuderlo all’interno di un ecosistema, ma per dargli il prodotto migliore e quindi farlo rimanere all’interno di Lenovo, ma perché tutti i prodotti sono migliori. Hai usato le parole che avevo usato io. Dare un’esperienza di altissimo livello porterà gli utenti a preferire di prendere un device o anche un servizio di Lenovo piuttosto che quello di un competitor. Noi abbiamo comunque una grande capacità di produrre device basati su sistemi operativi differenti. Oggi già lavoriamo nel mondo dei tablet Android, lavoriamo nel mondo dei Chromebook, i PC Windows, chiaramente c’è tutta la parte di server e datacenter su cui Lenovo è fortissima. Gli smartphone Motorola, tantissimi prodotti legati poi a tutto quello che è il mondo delle smart things. Già giochiamo in un campo che ha regole veramente molto ricche e ci permette di sviluppare con grande libertà e fantasia. Non crediamo nei recinti, crediamo nelle esperienze.
Tecnoandroid: Grazie mille, grazie per averci dato questa intervista e ci vediamo magari alla prossima.
Alessandro De Lio: Grazie a voi, grazie per aver dato questo spazio a Lenovo.





