Il 2025 sembra essere un anno che non si limita a chiudersi con un segno meno, ma che racconta un cambiamento profondo per Maserati. Le 7.900 consegne globali comunicate da Stellantis rappresentano il punto più basso dal 2012. Non è solo una flessione fisiologica, è una discesa che arriva dopo un altro anno già difficile. Nel 2024 le unità erano 11.300, a loro volta crollate del 57% rispetto all’anno prima. Il contesto competitivo rende tutto ancora più evidente. Ferrari ha consegnato 13.640 vetture nel 2025, mentre Lamborghini ha toccato quota 10.747, segnando il miglior risultato della propria storia. Sono marchi che non inseguono i grandi numeri, ma l’esclusività. Eppure hanno superato Maserati con un margine netto. E poi c’è Porsche, che pur registrando un calo del 10% ha totalizzato 279.449 consegne.
Maserati registra dati ancora in calo nel 2025
Anche i conti economici confermano la tensione. Il fatturato è sceso da 1,04 miliardi a 726 milioni di euro. La perdita operativa si è fermata a 198 milioni, tecnicamente migliore rispetto all’anno precedente grazie alla riduzione degli investimenti in ricerca e sviluppo. Ma comunque indicativa di un equilibrio ancora lontano. Per sostenere le vendite, soprattutto negli Stati Uniti, sono stati necessari incentivi più incisivi, con effetti evidenti sui margini.
Le spiegazioni ufficiali parlano di una gamma ridotta dopo l’uscita di scena di Ghibli e Levante, di dazi americani che hanno eroso competitività e di un raffreddamento della domanda di beni di lusso in Cina. Inoltre, in tale scenario, la Maserati Grecale avrebbe dovuto fare da ponte verso una nuova stabilità. Dopo un avvio promettente nel 2023, però, la spinta si è affievolita.
La risposta strategica passa dal programma Bottega Fuoriserie, condiviso con Alfa Romeo, e punta su personalizzazioni estreme per una clientela selezionata. È una scelta coerente con un posizionamento premium, ma che lascia aperta una questione di fondo: senza un nuovo modello capace di generare volumi significativi, il rilancio potrà davvero poggiare solo sull’esclusività? Non resta che attendere e scoprire come evolverà la nuova strategia di Maserati.
