Oltre 3.400 litri di gasolio non conforme sono stati sequestrati ad Anzio dopo controlli che hanno evidenziato parametri fuori norma e un potenziale rischio per la sicurezza. L’intervento ha riguardato un impianto di distribuzione nella zona industriale ed è scattato a seguito di verifiche congiunte sul carburante in vendita.
Le analisi hanno rivelato un elemento particolarmente critico: il punto di infiammabilità del gasolio era inferiore alla soglia minima prevista dalla legge, fissata a 55 gradi centigradi. Una condizione che aumenta sensibilmente la pericolosità del prodotto durante stoccaggio, trasporto e rifornimento.
Carburante alterato e rischio sicurezza
Secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici, il gasolio presentava caratteristiche chimico-fisiche modificate dalla presenza di sostanze aggiunte. Sebbene la composizione esatta non sia stata dettagliata ufficialmente, alcune fonti locali parlano di possibili tracce di benzina, che abbasserebbero drasticamente il punto di infiammabilità fino a circa 20 gradi.
Un carburante con tali parametri sviluppa vapori infiammabili a temperature molto più basse rispetto agli standard normativi. Questo comporta un rischio concreto non solo per i motori dei veicoli, ma anche per le infrastrutture dell’impianto e per la sicurezza degli utenti durante le operazioni di rifornimento.
L’operazione ha portato al sequestro di 3.412,63 litri di prodotto, oltre al blocco della cisterna e delle colonnine di erogazione. Il titolare dell’impianto è stato segnalato per frode in commercio e contrabbando, mentre il provvedimento è stato convalidato dall’autorità giudiziaria competente.
Un fenomeno che non riguarda un solo impianto
Il caso di Anzio non rappresenta un episodio isolato. Nel corso degli ultimi mesi le verifiche nel settore dei carburanti hanno evidenziato diverse irregolarità, sia sulla qualità del prodotto sia sugli aspetti amministrativi e documentali.
Durante controlli estesi tra Anzio e Nettuno, sono state contestate complessivamente 20 violazioni relative alla gestione contabile e agli obblighi di comunicazione sulla movimentazione dei prodotti energetici. A livello territoriale, tra il 2024 e il 2025, risultano oltre 350 accertamenti con più di 200 irregolarità rilevate, comprendenti anomalie negli erogatori, difformità tra prezzi esposti e applicati e problemi legati alle accise.
