La Dacia Spring non è più ordinabile in Italia tramite il configuratore ufficiale del marchio. Una decisione che ha sorpreso molti, soprattutto perché la piccola elettrica era stata da poco aggiornata. Eppure, non si tratta di un addio legato a un flop commerciale o a un problema tecnico. Dietro l’uscita di scena c’è una scelta strategica che guarda ai numeri e agli incentivi europei.
La produzione della Dacia Spring è stata infatti indirizzata verso quei mercati dove gli ecoincentivi continuano a sostenere con forza la domanda di auto elettriche. In diversi Paesi europei, i contributi pubblici rendono ancora molto competitiva la citycar a batteria del marchio romeno. In Italia, invece, l’assenza di un ecobonus strutturato ha ridotto l’attrattiva del modello, soprattutto considerando che nei periodi di incentivi attivi si era arrivati a cifre particolarmente vantaggiose grazie alla combinazione tra rottamazione e bonus statali.
Attualmente, chi desidera acquistare una Dacia Spring nel nostro Paese può farlo solo scegliendo tra le unità già disponibili in rete, senza possibilità di configurazioni personalizzate. L’unica versione proposta è la Extreme da 102 CV, introdotta con il restyling più recente. Si tratta della variante più potente rispetto alla precedente motorizzazione da 65CV, capace di garantire una maggiore versatilità anche fuori dal contesto urbano, pur mantenendo lo stile citycar compatta. Il prezzo di listino si attesta intorno ai 19.700 euro, una cifra che senza incentivi risulta meno competitiva rispetto al passato.
Dacia accelera sul futuro elettrico e studia nuove soluzioni per la mobilità urbana
L’uscita della Dacia Spring dal configuratore italiano sembra essere anche un passaggio verso una nuova fase per l’elettrico del brand. Nella seconda metà del 2026 è atteso un modello che potrebbe raccoglierne l’eredità, con caratteristiche profondamente diverse. Le prime indiscrezioni parlano di una base tecnica condivisa con la nuova Renault Twingo elettrica, scelta che potrebbe consentire una maggiore efficienza produttiva e prezzi più aggressivi.
Il cambio di piattaforma rappresenterebbe un salto importante, sia in termini di tecnologia sia di posizionamento. Già oggi la Twingo elettrica offre una batteria più capiente a un prezzo leggermente inferiore rispetto alla Spring Extreme, elemento che lascia intravedere margini interessanti per una futura proposta Dacia ancora più accessibile.
In contemporanea, il marchio potrebbe puntare anche su soluzioni alternative per la mobilità urbana. Tra queste figura il concept Hipster, un quadriciclo elettrico lungo circa 3 metri, pensato per muoversi con agilità nei centri cittadini. Il prezzo ipotizzato intorno ai 15.000 euro lo collocherebbe in una fascia ancora più popolare, coerente con la filosofia Dacia.
La parabola italiana della Dacia Spring non si chiude quindi con un fallimento, ma con una riorganizzazione strategica che tiene conto degli incentivi e delle dinamiche di mercato, in attesa di una nuova generazione elettrica più competitiva.
