In occasione di un’intervista rilasciata presso il podcast Kinda Funny Games, il noto Todd Howard ha voluto dire la sua in merito un argomento particolarmente gettonato negli ultimi tempi, stiamo parlando ovviamente dell’intelligenza artificiale e del ruolo che potrebbe rivendicare all’interno dei videogiochi, sicuramente non è un mistero che questo dibattito abbia causato non poche polemiche nell’ultimo periodo con alcuni episodi di quella che viene definita sbobba AI, ovvero, contenuti di scarsa qualità per la presenza dei classici artefatti e incoerenze correlati a tali strumenti, comparsi tra l’altro in videogiochi di alto profilo, il portavoce numero uno di Bethesda ha provato, però, a esprimere una strategia sensata.
Supporto ma mai sostituto
Secondo l’azienda l’intelligenza artificiale deve rappresentare uno strumento di supporto al lavoro umano ma mai un sostituto vero e proprio della creatività, l’uomo infatti ha sottolineato con fermezza che questa tecnologia non sarà una semplice moda passeggera ma rappresenterà un elemento importante nel corso dei prossimi anni che però va gestito con assoluta cautela, l’uomo infatti ha raccontato come il suo studio tuteli fortemente l’intenzione artistica e l’approccio artigianale nello sviluppo dei propri titoli, di conseguenza nessun asset, dialogo o missione è stata mai creata e mai lo sarà con l’intelligenza artificiale.
Dall’altro lato della medaglia, però l’uomo specifica come questa tecnologia non vada ignorata dal momento che può mostrarsi utile soprattutto per l’elaborazione di enormi quantità di dati, la sua azienda infatti gestisce enormi data set legati a sistemi procedurali e analisi del comportamento dei giocatori a lungo termine, i modelli avanzati da questo punto di vista potrebbero risultare assolutamente efficaci nell’accelerazione dei task tecnici per poter liberare tempo creativo per i dipendenti.
L’uomo dunque ha messo in evidenza la polivalenza della gestione dell’intelligenza artificiale che da un lato non deve essere un cappio attorno al suo sviluppo, ma allo stesso tempo non deve permetterle di diventare l’unica reale parte in causa nello sviluppo dei titoli del futuro.
