Dopo l’esplosione della domanda di memorie DDR5, molti osservatori avevano puntato sugli store cinesi come possibile valvola di sfogo per la crisi globale delle RAM. La realtà, tuttavia, ha mostrato che i prezzi dei moduli prodotti localmente si sono rapidamente allineati a quelli dei marchi più noti. Una semplice visita sugli e-commerce di Pechino conferma come l’offerta limitata rispetto alla domanda continui a spingere i prezzi verso l’alto, rendendo vana la speranza di approvvigionarsi a costi più contenuti. La legge della domanda e offerta non ammette eccezioni, e le memorie cinesi non sfuggono alla dinamica che coinvolge i principali produttori internazionali.
Prezzi inesorabili e strategie di vendita
Le RAM DDR5-6000 da 16 GB per modulo raggiungono sul noto store JD cifre intorno a 3.629 yuan, circa 445 euro al cambio. Salendo di capacità, il kit da due moduli da 32 GB ciascuno sfiora i 920 euro. Le condizioni economiche dei moduli cinesi non risultano più vantaggiose, né rispetto ai mercati occidentali né a quelli locali. L’inserimento di opzioni di pagamento rateale sul portale online conferma la necessità di incentivare acquisti considerati onerosi. La pressione della domanda ha quindi reso più elevati anche i prezzi delle realtà locali, che fino a pochi anni fa restavano in parte marginali. CXMT e altri produttori cinesi si collocano così sullo stesso piano dei marchi internazionali, con impatti significativi sul panorama globale delle memorie.
Il consumo combinato di data center per intelligenza artificiale e produttori hardware mantiene intanto, nonostante tutto, alta la richiesta di RAM avanzate. L’offerta attuale non riesce a soddisfare questa pressione, facendo sì che i prezzi rimangano elevati. La situazione potrebbe evolversi solo se i fornitori principali decidessero di incrementare la produzione, un passo che dipende dall’equilibrio tra capacità industriale e convenienza economica. Finché il fabbisogno globale resta intenso, la crisi dei chip e delle RAM cinesi non trova un alleggerimento significativo, lasciando consumatori e operatori tecnologici a fronteggiare costi in crescita senza scorciatoie immediate.
