Naughty chats è la stringa che ha acceso discussioni e curiosità dentro il codice dell’app di ChatGPT. Non si tratta solo di una riga nel sorgente: è l’indizio di una direzione precisa che OpenAI potrebbe percorrere, spingendo l’assistente verso conversazioni più esplicite ma riservate a un pubblico adulto. Il frammento di codice proviene da un’analisi di sviluppo — un classico APK teardown — e, come sempre in questi casi, suggerisce potenzialità senza garantire che finiranno nella versione pubblica dell’app. Sulla carta, però, il progetto è descritto con chiarezza: uno switch che abilita linguaggio più “piccante” quando richiesto dall’utente.
Come funzionerebbe l’opzione e quali garanzie sono previste
Nel codice emergono stringhe che spiegano il comportamento dell’impostazione: attivando Naughty chats si riducono alcuni vincoli linguistici e comportamentali, ma tutto all’interno di un contesto controllato. La funzione sarebbe rivolta esclusivamente a maggiorenni, con un richiamo netto alla necessità di una solida procedura di verifica età. Non è chiaro il meccanismo operativo dettagliato, ma il riferimento incrocia un altro strumento del sistema: la cosiddetta predizione dell’età — una stima automatica che combina vari segnali per decidere se concedere o meno l’accesso. Se il sistema non riesce a stabilire l’età con sufficiente certezza, la scelta di sicurezza è drastica ma semplice: l’utente viene ricondotto alla fascia under 18 e l’opzione rimane chiusa.
Se la classificazione risultasse scorretta, il percorso alternativo prevede l’impiego di servizi esterni per la conferma anagrafica. Il codice menziona esplicitamente Persona, piattaforma di verifica che gestisce documenti e controlli sull’identità: inviando un selfie e i documenti richiesti, l’utente potrebbe ottenere il passaggio alla fascia over 18. È una catena di fiducia che cerca di mettere insieme comodità e responsabilità, ma rimangono interrogativi sulla privacy, sul trattamento dei dati biometrici e su chi risponde in caso di errori di classificazione. Dato il delicatezza del tema, ogni scelta tecnica dovrà essere accompagnata da trasparenza e tutelare i diritti degli utenti.
Coerenza con le dichiarazioni pubbliche e i prossimi passi
Il riferimento a Naughty chats non arriva dal nulla: in passato la leadership di OpenAI aveva aperto alla possibilità di offrire contenuti erotici, sempre però limitati a utenti verificati e su richiesta esplicita. L’idea di “trattare gli adulti come adulti” è stata più volte ribadita, insieme a un principio chiaro: niente proposte autonome di contenuti a tema adulto da parte dell’assistente. Nel codice trovano riscontro proprio queste intenzioni: l’opzione sembrerebbe attivabile solo dietro esplicita richiesta dell’utente, non come iniziativa proattiva del sistema.
Restano, naturalmente, diverse incognite. L’origine delle informazioni è un’analisi di build in sviluppo: frequente fonte di anticipazioni, ma non una garanzia di rilascio. Molte funzionalità individuate nei teardown non superano la fase sperimentale. Inoltre, la convivenza tra linguaggio più libero e normative sulla protezione dei minori pone sfide tecniche e legali non banali. Per questo motivo, servirà tempo prima di capire se e come Naughty chats entrerà nell’esperienza quotidiana degli utenti. Nel frattempo, occhi puntati sulle mosse future di OpenAI e sulle comunicazioni ufficiali: ogni aggiornamento nella policy o nelle procedure di verifica età potrebbe cambiare il quadro.
La scoperta nel codice rappresenta comunque una prova di come gli assistenti digitali stiano ampliando il proprio ruolo — non più soltanto strumenti per compiti pratici, ma anche interlocutori per bisogni emotivi e relazionali. Questo salto comporta responsabilità tecniche, etiche e sociali: bilanciare desiderio di personalizzazione e tutela degli utenti diventerà la sfida centrale, se davvero arriveranno sul mercato funzioni come quella emersa nel teardown.
