A quanto pare la Cina vuole dire la sua su ogni campo della tecnologia attualmente in fase di sviluppo, la nuova frontiera sulla quale sta sfidando gli Stati Uniti riguarda le interfacce neurali, il merito di tutto ciò va nello specifico a NeuroXess, startup con sede a Shanghai, quest’ultima infatti sta portando avanti dei test clinici sull’uomo con dei risultati che sembrano senza dubbio promettenti.
Il fondatore di questa start-up, Tiger Tao a rilasciare un’intervista presso il Financial Times, le sue parole sottolineano nello specifico come questo nuovo settore sia diventato ormai una vera e propria priorità strategica per la nazione, non a caso lo scorso anno Pechino ha organizzato un piano strutturale per coordinare le risorse, sviluppare degli iter regolatori e introdurre finanziamenti, l’obiettivo è quello di far emergere circa due o tre aziende a livello mondiale entro il 2030, basti pensare che già ora nel 2026 le realtà attive sulla sperimentazione invasiva sono addirittura una decina.
La start-up in questione
NeuroXess venne fondata nel 2021 in questi cinque anni ha compiuto dei passi davvero incredibili, basti pensare che tra i risultati raggiunti abbiamo già la possibilità di permettere ad un paziente paralizzato di controllare con la sola mente un cursore su un computer già pochi giorni dopo l’impianto dell’interfaccia, ovviamente il focus di tutte le ricerche e concentrato sullo sviluppo di interfacce in grado di migliorare la qualità della vita su pazienti con bisogni clinici rilevanti, come coloro che sono affetti da paralisi o sclerosi laterale amiotrofica.
L’azienda nel suo competere con le realtà occidentali, però si differenzia da quelle che conosciamo come Neuralink, l’impianto infatti dell’azienda cinese sfrutta una particolare rete di poliimmide e metallo che riesce a posarsi sui tessuti cerebrali senza penetrarli in modo da evitare tutti i problemi correlati ai microtraumi che possono portare poi a cicatrizzazioni spesso caratterizzanti invece gli elettrodi più invasivi.
I risultati sembrano assolutamente promettenti dal momento che dai dati registrati dall’azienda spicca una velocità di collegamento di 5,2 bit al secondo contro i 10 bit al secondo ottenuti dalla concorrente statunitense, il divario sicuramente evidente ma allo stesso tempo nasce da una tecnologia drasticamente meno invasiva, la presenza di numerose realtà in fase di sperimentazione poi sicuramente porterà ulteriori miglioramenti nel corso degli anni.
