Una class action contro Sony sta facendo molto rumore negli Stati Uniti, e al centro di tutto c’è PlayStation 5. La questione è legata a un meccanismo che, a ben guardare, suona parecchio ingiusto per chi ha comprato la console nel periodo in cui i dazi USA voluti dall’amministrazione Trump erano ancora in vigore. Il punto è semplice, almeno in apparenza: Sony avrebbe aumentato il prezzo di PS5 per compensare l’impatto dei dazi, salvo poi trovarsi nella posizione di ricevere indietro quei soldi dal governo. E chi ha pagato di più? Resta col cerino in mano.
Per capire come si è arrivati a questo punto bisogna fare un passo indietro. Nei mesi scorsi, il governo statunitense aveva iniziato a riscuotere i dazi imposti su una serie di prodotti importati. La Corte Suprema degli Stati Uniti, però, ha poi stabilito che il presidente non aveva l’autorità per imporre quelle tariffe. Di conseguenza, è stato ordinato il rimborso delle somme già versate alle aziende coinvolte. Fin qui, tutto apparentemente lineare.
Il meccanismo che penalizza i consumatori
Il problema nasce da quello che è successo nel frattempo. Molte aziende, e Sony non è l’unica (anche Amazon e Nintendo stanno affrontando azioni legali simili), hanno reagito ai dazi nel modo più prevedibile possibile: scaricandone il costo sui consumatori, con aumenti di prezzo immediati. Ora che quei dazi sono stati dichiarati illegittimi e i rimborsi stanno arrivando, il rischio concreto è che le aziende si tengano sia i soldi restituiti dal governo sia quelli incassati in più dai clienti. Un doppio guadagno, insomma, che lascia i consumatori a pagare il conto di una situazione che non avrebbe mai dovuto verificarsi.
Da una parte le aziende possono legittimamente richiedere la restituzione di quanto versato in dazi. Dall’altra, però, i prezzi di listino rimangono gonfiati senza che esista più una giustificazione reale, visto che la base legale su cui si fondavano quegli aumenti è venuta meno. È una zona grigia che fa acqua da tutte le parti, e che ora i tribunali dovranno chiarire.
La causa e cosa succede adesso
La class action intentata contro Sony chiede espressamente un rimborso per tutti coloro che hanno acquistato una PlayStation 5 durante il periodo interessato dagli aumenti. L’argomento di fondo è piuttosto diretto: se le premesse che avevano giustificato il rincaro della console non reggono più sul piano legale, allora quei soldi in più vanno restituiti a chi li ha spesi. Non è una questione di poco conto, considerando quante unità di PS5 vengono vendute sul mercato statunitense.
