Le realtà che portano avanti lo sviluppo e i test di impianti cerebrali sono sempre di più all’interno delle varie nazioni sul globo, sulla scia di quanto fatto da Neuralink, anche altre realtà si stanno agitando in questa impresa che potrebbe rivoluzionare sia l’informatica che la medicina, di recente giusto per restare in tema ci si è spinti leggermente oltre effettuando dei testi in un ambiente rinomato per la sua natura ostica.
Stiamo parlando del primo test condotto con successo in orbita per quanto riguarda un’interfaccia cervello computer wireless impiantabile direttamente nell’encefalo di un paziente, tale test è stato condotto da un team di ricercatori cinesi e ora si passa alla sperimentazione di particolari dispositivi nervosi in condizioni estreme, tutto ciò si basa sul modello sviluppato dalla Northwestern Politechnical University, il quale lo scorso dicembre è giunto in orbita tramite una piattaforma apposita.
Il test sull’impianto
L’obiettivo del testo era quello di controllare e verificare se una tecnologia delicata come quella di un impianto cerebrale potesse funzionare correttamente anche lontano dall’atmosfera terrestre, laddove è presente ovviamente una gravità sensibilmente più bassa e sono presenti delle radiazioni in grado di mettere a dura prova qualsiasi apparecchiatura elettronica, il tutto è stato condotto in un ambiente che simulava il corpo umano dal momento che l’interfaccia è stata posta in un ambiente simile a quello dei fluidi corporei, senza coinvolgere dunque un essere umano vero e proprio.
Per permettere al sistema di adattarsi alle varie condizioni, il tutto è stato sviluppato su una matrice di elettrodi flessibili in grado di rispondere efficacemente alla superficie cerebrale azzerando quasi completamente il rischio di danni e migliorando in modo importante anche la qualità del segnale, effettivamente i test effettuati sugli animali hanno mostrato come tale soluzione, offre una stabilità nettamente superiore rispetto alle varianti posizionate su basi metalliche.
I risultati sono stati stabiliti dal momento che il sistema ha ottenuto una stabilità nella raccolta dei segnali elettroencefalografici davvero perfetta, garantendo dati preziosi sia sulla resistenza dei materiali utilizzati che sulle interferenze del rumore elettrico in orbita.
