E se vi dicessimo che è possibile utilizzare ChatGPT per verificare se un’e-mail, un sito o un link sono sicuri o nascondono un malware ? A quanto pare d’ora in avanti sarà possibile sfruttare la nota piattaforma di intelligenza artificiale per effettuare le dovute verifiche per proteggersi dalle minacce online, queste ultime hanno goduto di un’espansione davvero importante ma per fortuna anche gli strumenti messi a disposizione per proteggersi hanno fatto altrettanto, dunque perché non affidarsi anche a ChatGPT ?
A parlarne a riguardo, è stato malwarebytes che al momento risulta il primo strumento di sicurezza informatica a sbarcare direttamente nel mondo dell’intelligenza artificiale di OpenAI, nello specifico basterà richiamarlo per togliersi ogni dubbio semplicemente chiedendo all’interno della chat “Malwarebytes, è una truffa?“.
Come funziona
Per sfruttare la piattaforma di sicurezza all’interno di ChatGPT, vi basterà seguire i seguenti step: aprire ChatGPT, cliccare sulle applicazioni incluse, cercare Malwarebytes e connettersi a quest’ultimo, il servizio, alimentato dalle incredibili informazioni sulle minacce costantemente aggiornate dalla società vi permetterà di identificare rapidamente le truffe dal momento che vi basterà semplicemente incollare all’interno della conversazione il contenuto sospetto per ottenere un’analisi immediata e oggettiva che vi fornirà un giudizio a riguardo in base a livello di sicurezza, come se non bastasse sarà possibile effettuare il controllo di link, domini e addirittura numeri di telefono, il software infatti è in grado di tenere traccia dei dati storici su truffe correlate a quel determinato link o elementi potenzialmente sospetti.
Tradotto in termini pratici, sarà dunque possibile svolgere le seguenti attività:
- Scannerizzazione della qualità dei link: il software va ad incrociare gli URL con i database disponibili sul web che raccolgono le informazioni sulle varie minacce
- Analisi della reputazione del numero di telefono: il medesimo processo descritto sopra applicato però ai numeri
- Analisi della reputazione di un indirizzo email: incrocio con i database che raccolgono i dati sul phishing
- Recupero di informazioni in merito a un dominio, come ad esempio la sua data di creazione
- Analisi della legittimità del dominio per identificare i siti appena creati, che ovviamente sono quelli utilizzati per gli attacchi
- Analisi dei dati geografici per identificare da dove proviene un determinato tipo di attacco.
