Ci sono auto che non sono semplicemente mezzi di trasporto, ma simboli culturali. La Mini classica è una di queste. E ora entra ufficialmente nell’era elettrica grazie al lavoro di Everrati, azienda britannica specializzata nella conversione di icone del passato in vetture a zero emissioni. Dopo aver già lavorato su modelli come la Porsche 911 (993) e la Land Rover Serie IIA, Everrati ha svelato un’anteprima della sua Mini elettrica proprio il giorno di San Valentino. Un modo simbolico per dichiarare amore alla tradizione, ma con lo sguardo rivolto al futuro.
Restauro prima di tutto
Il processo non parte dall’elettrificazione, ma dal recupero. Ogni progetto inizia con una Mini donatrice che viene sottoposta a un restauro completo. Carrozzeria, telaio e interni vengono riportati a condizioni ottimali prima di procedere con la trasformazione tecnica. Solo dopo questo passaggio si interviene sotto la scocca: il motore a benzina, il cambio e il serbatoio originale vengono rimossi per fare spazio a un powertrain elettrico compatto, composto da motore e pacco batterie integrati nella struttura esistente. L’obiettivo è preservare l’estetica e il carattere della Mini originale, intervenendo in modo sostanziale solo sulla meccanica.
Prestazioni moderne, anima classica
Everrati non ha ancora comunicato le specifiche tecniche della versione Mini. Tuttavia, è lecito aspettarsi prestazioni superiori rispetto al modello termico d’origine. Il motore elettrico promette accelerazioni più brillanti e una guida silenziosa, senza alterare l’equilibrio dinamico che ha reso celebre la compatta inglese. L’approccio non è standardizzato. Non esiste un “pacchetto fisso”: ogni conversione è sviluppata su misura in base alle richieste del cliente. Questo significa possibilità di personalizzazione su sospensioni, cerchi, impianto di riscaldamento e persino sistemi di infotainment moderni. Anche gli interni possono essere reinterpretati, mantenendo uno stile rétro oppure adottando soluzioni più contemporanee.
Due esemplari già mostrati
L’azienda ha presentato i primi due esemplari come dimostrazione delle potenzialità del progetto. Everrati si occuperà direttamente di reperire la Mini donatrice, per poi avviare la conversione completa secondo le preferenze del proprietario. I prezzi non sono stati resi noti, ma l’esperienza maturata su altri progetti suggerisce cifre importanti. Non si tratta di una conversione economica, bensì di un’operazione sartoriale rivolta a collezionisti e appassionati disposti a investire per un pezzo unico.
La trasformazione di auto storiche in elettriche è un tema che divide. Da un lato c’è chi vede nella conversione una perdita di autenticità; dall’altro chi la considera un modo per preservare e rendere utilizzabili nel presente modelli iconici. Nel caso della Mini, il compromesso è particolarmente interessante: dimensioni compatte, peso contenuto e struttura semplice la rendono candidata ideale per una reinterpretazione elettrica. Everrati sembra voler seguire una linea chiara: rispetto per l’estetica originale, ma tecnologia contemporanea sotto la carrozzeria.
