La recente missione affidata al nuovo vettore europeo ha segnato un passaggio chiave per Amazon Leo, servizio satellitare pensato per portare internet ad alta velocità anche nelle zone isolate. Il 12 febbraio, Ariane 6 in configurazione heavy-lift Ariane 64 è decollato dal Guiana Space Centre, inserendo in orbita 32 satelliti in un singolo viaggio. Il carico più consistente mai trasportato dal vettore ha spinto la costellazione a quota 200 unità operative, cifra che conferma l’accelerazione impressa al programma industriale. Il dispiegamento era iniziato nell’aprile 2025 con 27 satelliti. Da allora la cadenza dei lanci è stata intensificata grazie a una produzione più rapida delle piattaforme e a missioni pianificate in serie nel 2026.
I satelliti Amazon sono stati rilasciati a 465 km di altitudine, dove i sistemi di bordo hanno avviato le verifiche di integrità e di comunicazione con il centro di controllo. Dopo la fase di check-up, i propulsori elettrici guidano un innalzamento progressivo fino alla quota operativa di circa 630 km, punto in cui i nodi entrano nella rete attiva. La sequenza di attivazione è stata definita con procedure standardizzate per ridurre i tempi tra lancio e servizio. Le capacità del vettore europeo hanno consentito di concentrare più unità per missione, riducendo il numero di voli necessari e migliorando l’efficienza complessiva del programma.
Connettività e concorrenza
Il progetto è una palese alternativa a Starlink di SpaceX e vuol fornire connessioni veloci e stabili a comunità lontane dalle infrastrutture terrestri. Amazon ha comunicato, a tal proposito, un aumento della produzione dei satelliti e una crescita della frequenza dei lanci. L’azienda cerca così di raggiungere una costellazione iniziale pienamente funzionale in almeno 3.000 unità. La strategia prevede un controllo accurato delle finestre orbitali, una gestione automatizzata delle manovre e terminali di nuova generazione capaci di sostenere 1 Gbps. Il servizio punta a integrarsi con le reti esistenti, offrendo copertura ampia e latenza contenuta. Con 200 satelliti già pronti e oltre venti missioni pianificate nell’anno, la rete prende forma con un ritmo che mette pressione al mercato della connettività spaziale e ridefinisce le aspettative sull’accesso a internet.
