Il settore dei droni senza pilota sta vivendo una trasformazione profonda, spinta dall’integrazione tra AI, robotica e sistemi di visione. In questo contesto si inserisce il modulo Raptor Pilot AI Pro. Si tratta di un’unità dal peso di appena 100 grammi. Una soluzione progettata per trasformare droni tradizionali in piattaforme autonome capaci di identificare e seguire bersagli senza intervento diretto dell’operatore. Il cuore del sistema è un processore quad-core da 2,4GHz. Ad esso si affianca un software di analisi visiva che elabora flussi video ad alta definizione in tempo reale, arrivando a riconoscere oggetti e movimenti a trenta fotogrammi al secondo.
La filosofia dietro il progetto Raptor è quella di creare un autopilota modulare. Una soluzione compatibile con diversi tipi di droni, dai modelli ad ala fissa alle piattaforme ibride, fino alle cosiddette munizioni circuitanti. L’alimentazione flessibile, compresa tra 6 e 28volt, e la possibilità di collegare sensori e carichi utili tramite connessioni cablate o wireless rendono il dispositivo adattabile a numerosi contesti operativi. Il fine? Ridurre al minimo la dipendenza dal controllo umano diretto, lasciando al sistema il compito di analizzare l’ambiente, individuare un obiettivo e mantenerlo nel campo visivo durante la manovra.
Visione artificiale e droni operativi anche senza GPS
Una delle caratteristiche più rilevanti del sistema Raptor riguarda la capacità di continuare a operare anche in assenza di segnale satellitare. Il controllo di volo si basa infatti su un microcontrollore STM32F405. Il suo compito? Elaborare dati provenienti sia dai sensori inerziali sia dalle telecamere. L’integrazione tra informazioni visive e dati di assetto permette ai droni di stimare posizione e traiettoria anche in situazioni disturbati o privi di copertura GPS, una condizione frequente nei contesti urbani o nei teatri operativi più complessi.
Il modulo è già stato integrato nei droni intercettori Baby Raptor e RaptorXL, presentati come soluzioni dedicate alla difesa aerea a corto raggio. L’interesse per sistemi di questo tipo nasce anche dalla crescente diffusione dei droni. Parliamo di tecnologie che negli ultimi anni sono diventate un fattore critico per la sicurezza di aeroporti, infrastrutture sensibili e grandi eventi. Non a caso, le istituzioni europee stanno lavorando a strategie comuni per il rilevamento e la neutralizzazione delle minacce provenienti dal cielo. Tutto ciò è quindi il segno di un settore destinato a crescere rapidamente sia in ambito militare sia civile.
