Sembra che potrebbero esserci nuovi intoppi per la missione Artemis II della NASA. Dopo aver già mancato una finestra di lancio all’inizio del mese, il gigantesco Space Launch System (SLS) è rimasto fermo sulla rampa del Kennedy Space Center. Il problema principale riguarda l’idrogeno liquido. Un propellente efficiente, ma difficile da gestire. Raffreddato a temperature estreme, con molecole così piccole da infilarsi dove nessun altro gas riuscirebbe, mette a dura prova materiali, giunture, valvole. Perdite simili avevano già complicato il debutto del programma con Artemis I nel 2022. Anche allora il nodo era nelle connessioni tra le linee di rifornimento a terra e lo stadio centrale del razzo.
Artemis II subisce ulteriori ritardi? Ecco i dettagli
Negli ultimi giorni, i tecnici hanno provato ad affrontare la questione con un test di verifica parziale. Ciò caricando solo una quantità limitata di idrogeno. Un mezzo passo avanti: i tassi di perdita registrati erano inferiori rispetto alla precedente Wet Dress Rehearsal. Ma, come spesso accade nei test complessi, risolto un punto ne emerge un altro. Stavolta un filtro che limitava il flusso di carburante ha imposto uno stop anticipato. Ciò ha portato dunque ad un componente da sostituire e ad una revisione del calendario.
Nel frattempo, sullo sfondo, c’è un elemento che ha fatto discutere gli addetti ai lavori: la revisione della soglia di concentrazione accettabile di idrogeno nell’area di collegamento. Il limite, ereditato dall’epoca dello Shuttle, è stato progressivamente aggiornato fino al 16%. Una decisione che può sembrare audace, ma che i responsabili giustificano con dati sperimentali e analisi più moderne del rischio.
Se il lancio dovesse slittare oltre la primavera, il razzo potrebbe dover rientrare nel Vehicle Assembly Building. La questione porta a conseguenze anche economiche. Ogni rinvio pesa: si parla di circa 2 miliardi di dollari per un singolo lancio SLS. Senza contare i costi operativi delle infrastrutture a terra. In tale scenario, la NASA continua a ribadire che la sicurezza viene prima di qualsiasi tabella di marcia.
