Settanta milioni di dollari. Una cifra impegnativa che è stata necessaria per mettere le mani su AI.com. A firmare l’assegno per tale dominio è stato Kris Marszalek, fondatore e CEO di Crypto.com. E non è tutto. Al dominio si sono aggiunti altri 15 milioni di dollari destinati al lancio in grande stile. E quando si dice “grande stile”, qui si intende Super Bowl. Si parla, infatti, di uno spot presentato durante l’evento televisivo più seguito dell’anno. Un palco gigantesco, perfetto per presentare al mondo una piattaforma che promette di portare l’intelligenza artificiale nella quotidianità degli utenti. La pubblicità era lineare: vai su AI.com, scegli il tuo nickname, inizia l’esperienza. Un messaggio diretto, senza fronzoli. Ed è proprio quella semplicità ad aver fatto centro. Milioni di persone, incuriosite, hanno fatto ciò che lo spot suggeriva. Hanno aperto il browser, digitato l’indirizzo, cliccato. Ed è qui che sono iniziati i problemi.
AI. com: cosa è andato storto con la piattaforma?
Nel giro di pochi minuti, il traffico globale ha travolto il sito. Un’ondata tale da mandare in crisi l’infrastruttura. Il sistema non ha retto e il servizio è crollato. I social, prevedibilmente, hanno reagito alla velocità della luce: segnalazioni, ironie, frustrazione. In tal modo, il “grande debutto” si è trasformato in uno stress test fallito sotto gli occhi del mondo. Marszalek ha poi attribuito l’accaduto ai limiti di velocità di Google. AI.com, al momento del lancio, permetteva l’accesso esclusivamente tramite “continua con Google”. Una scelta che punta alla comodità, ma che, in uno scenario di accessi simultanei su scala globale, può trasformarsi in un imbuto.
Il nodo, però, non è soltanto tecnico, ma percettivo. Quando si investono cifre così imponenti l’aspettativa implicita è quella di un’esperienza quanto meno solida. E un’infrastruttura che vacilla al primo vero contatto con il pubblico rischia di lasciare un’impressione negativa, difficile da cancellare. Non resta che attendere per capire se la piattaforma riuscirà a cancellare tale prima impressione dalla mente del pubblico.
