Per Stellantis il percorso verso l’elettrico si sta rivelando molto più accidentato del previsto. A tal proposito, i recenti ritardi nella produzione dei modelli Peugeot ne sono una dimostrazione. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la consegna di veicoli attesi come la nuova 3008 e la 5008 elettriche potrebbe slittare. E si parla addirittura di otto mesi. Il nodo principale della questione sembra essere lo stabilimento di Billy-Berclau, nel nord della Francia. Qui Automotive Cells Co. (ACC) dovrebbe produrre le batterie destinate a una parte fondamentale della gamma elettrica Stellantis. La joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total, nata con l’obiettivo di costruire un’alternativa europea al predominio asiatico, oggi fatica a stare al passo con i piani iniziali. La produzione attuale, infatti, consente di equipaggiare appena un migliaio di vetture al mese, un dato ben lontano dalle necessità di un gruppo. A complicare il quadro c’è un tasso di scarti troppo elevato, che ha costretto ACC a correre ai ripari chiamando in supporto un team di tecnici provenienti dalla Cina, nella speranza di recuperare efficienza e stabilità produttiva. Una mossa che, se da un lato evidenzia la volontà di reagire, dall’altro sottolinea quanto sia ancora fragile la filiera europea delle batterie.
Batterie ACC in difficoltà: Stellantis e Peugeot coinvolte
Tale scenario si inserisce in una crisi più ampia che riguarda l’intera industria continentale. L’Europa sta pagando investimenti arrivati tardi e spesso poco coordinati, mentre la concorrenza cinese continua a muoversi con una velocità e una scala difficili da eguagliare. Il fallimento di Northvolt e la decisione di ACC di congelare nuovi impianti in Germania e a Termoli sono segnali che raccontano un settore ancora in cerca di una direzione chiara e sostenibile. Nel frattempo Stellantis è impegnata in una profonda revisione strategica sotto la guida del nuovo Ceo Antonio Filosa. Quest’ultimo chiamato a recuperare terreno dopo anni segnati da listini elevati e da non pochi problemi qualitativi.
Il cambio di rotta è già visibile: alcuni progetti elettrici sono stati cancellati, come il pick-up RAM 1500. In Nord America si sta riducendo il peso delle ibride plug-in Chrysler e Jeep a favore di scelte considerate più redditizie nel breve periodo. A tutto ciò si aggiunge una domanda di auto elettriche che cresce meno del previsto, spingendo il gruppo a riconsiderare il numero di Gigafactory necessarie. Anche mantenendo attive collaborazioni importanti con partner come LG Energy Solution, Samsung SDI e CATL, non è escluso che Stellantis decida di “spegnere” alcune alleanze per concentrarsi su modelli termici, SUV e pick-up destinati soprattutto al mercato americano. Una strategia più prudente, ma che riflette il momento che l’elettrico europeo sta attraversando.
