Nel mondo militare il silenzio è spesso parte integrante dell’arsenale. Le tecnologie più avanzate vivono nell’ombra, protette da livelli di segretezza che raramente vengono scalfiti. Proprio per tale motivo, quando qualcosa filtra all’esterno, attira immediatamente l’attenzione. È il caso dell’RQ-170 Sentinel, il drone stealth più enigmatico di Lockheed Martin, la cui esistenza è nota da anni ma di cui si è sempre saputo pochissimo. Questa volta, però, è stata la stessa azienda a rompere il riserbo. La conferma ufficiale riguarda il suo impiego durante la missione statunitense del 3 gennaio, legata all’operazione mirata contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Confermato l’uso del drone RQ-170 Sentinel
A parlarne è stato direttamente l’amministratore delegato di Lockheed Martin, Jim Taiclet, nel corso di una call con gli investitori. Un contesto insolito per una rivelazione di tal tipo, e proprio per questo ancora più significativa. Da tali dichiarazioni emerge un quadro più chiaro di come si sia svolta l’operazione, battezzata Operation Absolute Resolve.
L’RQ-170 non avrebbe agito da solo, ma inserito in un dispositivo aereo di altissimo livello. Con la presenza di caccia di quinta generazione come F-35 e F-22 e il supporto di elicotteri Black Hawk per il trasporto delle forze speciali. Un’architettura complessa, pensata per integrare furtività, raccolta di informazioni e intervento diretto. In realtà, alcuni indizi sull’uso del Sentinel avevano già iniziato a circolare.
Nei giorni successivi alla missione, immagini e brevi filmati avevano mostrato uno o due droni compatibili con l’RQ-170 atterrare presso la Naval Station Roosevelt Roads, a Porto Rico, che avrebbe svolto un ruolo chiave come hub logistico. Mancava però la conferma ufficiale. Non è la prima volta che l’RQ-170 viene associato a operazioni delicate. Proprio per tale motivo, la scelta di confermarne l’impiego in modo così esplicito segna una deviazione interessante rispetto alla tradizionale cautela comunicativa statunitense. Un’eccezione che dice molto, non solo sul valore del drone, ma anche sul messaggio politico e strategico che si è voluto lanciare.
