Da giorni si parla di un nuovo messaggio truffaldino che utilizza toni provocatori e allusioni sessuali per attirare l’attenzione e spingere verso profili esterni non verificati. Il testo, firmato da una presunta “Bryana”, racconta una relazione aperta e propone una “avventura”, invitando a visitare un profilo con nickname e a spostare la conversazione nei messaggi privati. Si tratta di un classico schema di truffa online, già noto e ampiamente documentato.
Uno schema costruito per colpire d’istinto
Il messaggio segue una struttura precisa. L’approccio è diretto e volutamente esplicito, con l’obiettivo di abbassare le difese e stimolare una risposta immediata. Il riferimento a un matrimonio “aperto” serve a normalizzare la situazione e a rendere plausibile la richiesta, mentre l’invito a visualizzare “molte foto” punta a spostare l’attenzione su un profilo esterno.
L’uso di nickname come Bryana_doll è un ulteriore segnale tipico: nomi ammiccanti, spesso accompagnati da numeri o suffissi, vengono impiegati per creare identità false in serie. Il linguaggio, per quanto aggressivo, resta generico e non contiene alcun dettaglio verificabile sulla persona che scrive.
Dove porta la conversazione
Una volta avviato il contatto fuori dalla piattaforma originale, la truffa può evolvere rapidamente. I passaggi successivi includono richieste di pagamenti, inviti a iscriversi a siti a pagamento, condivisione di link potenzialmente dannosi o tentativi di estorsione basati su conversazioni o immagini. L’incontro promesso non è mai reale: l’obiettivo è esclusivamente economico.
Questi messaggi vengono diffusi su larga scala tramite SMS o app di messaggistica come WhatsApp, sfruttando invii automatici e database di numeri raccolti illegalmente.
Come riconoscere e fermare il raggiro
Gli indizi sono chiari: contatto non richiesto, tono eccessivamente confidenziale fin dal primo messaggio, invito a spostarsi su canali esterni e assenza di riferimenti concreti. In questi casi è consigliabile non rispondere, bloccare il contatto e segnalarlo alla piattaforma utilizzata. Ogni interazione aumenta il rischio di essere coinvolti in ulteriori tentativi di frode.
