Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, il primo ramo del mercato che sicuramente ha iniziato a soffrire è quello correlato ai creativi, la generazione di contenuti tramite l’intelligenza artificiale infatti sta mettendo fortemente in crisi il ramo della creazione di contenuti poiché ovviamente tale tecnologia riesce a ottenere ottimi risultati in tempi decisamente più brevi, tutto ciò soprattutto di recente sta assumendo delle dimensioni talmente grandi che un colosso della produzione di contenuti si sta schierando in modo diretto non tanto contro il progresso, bensì contro l’utilizzo smodato e deregolamentato dell’intelligenza artificiale, stiamo parlando di Hollywood, nello specifico di una presa di posizione collettiva di attori, musicisti e lavoratori della creatività che risultano assolutamente allarmati dall’utilizzo delle loro opere all’interno dei sistemi di intelligenza artificiale generativa senza nessun tipo di consenso.
Tutte queste voci infatti si sono riunite all’interno di una campagna che ovviamente si sta diffondendo a macchia d’olio all’interno del settore creativo, quest’ultima ha raccolto infatti centinaia di adesioni e sta coinvolgendo figure diversificate per stile e percorso professionale ma accomunate dalla stessa preoccupazione, tra l’altro sono presenti anche gran grandi nomi appartenenti al mondo del cinema insieme a icone della musica, per tutti questi elementi il messaggio è sempre lo stesso, il riconoscimento del diritto d’autore anche nell’era dell’intelligenza artificiale.
Un problema sottovalutato
Per capire le dimensioni del problema, effettivamente basta fare un giro su TikTok o Instagram per vedere una miriade di contenuti, video o immagini, generati utilizzando strumenti come nano banana, Veo, Sora e tanti altri, i quali con una fedeltà a dir poco sorprendente riescono a inserire anche attori famosi all’interno di contesti decisamente avulsi rispetto alla realtà, qui sorge spontanea la domanda, deve essere limitato l’utente che genera il contenuto o lo strumento stesso alla base ?
Ed è proprio qui che scatta l’accusa verso alcune aziende che per l’appunto vengono accusate di ad addestrare determinati modelli sempre più avanzati utilizzando per l’appunto film, canzoni, libri e immagine protette da copyright senza nessun tipo di permesso e senza riconoscere ovviamente i compensi dovuti, tutti coloro che stanno aderendo a questa iniziativa sottolineano che questo comportamento va ad erodere il valore economico e culturale dei contenuti creati dal genere umano.
Questi ultimi tra l’altro, sottolineano che una possibile alternativa è già praticabile dal momento che sono a disposizione degli esempi evidenti di accordi di licenza, collaborazioni e intese tra le varie parti a riguardo, ciò sottolinea come la coalizione dei produttori non vuole bloccare lo sviluppo tecnologico o l’intelligenza artificiale alla base, bensì voglia che si proceda senza girare le regole e i sacrifici correlati ai diritti di chi produce i contenuti.
