La lotta alla pirateria online legata ai manga entra in una nuova fase. Le autorità giapponesi hanno colpito uno dei network più estesi e strutturati mai emersi in questo ambito, mettendo fine alle attività di Bato.to, una rete che per anni ha rappresentato un punto di riferimento globale per la diffusione illegale di fumetti giapponesi e coreani.
Secondo le informazioni disponibili, il network era composto da oltre 60 siti collegati tra loro e registrava circa 350 milioni di visitatori mensili. Numeri enormi, accompagnati da introiti pubblicitari che nei periodi di maggiore attività arrivavano a circa 57.000 dollari al mese. Un giro d’affari costruito esclusivamente su banner e annunci, senza alcuna autorizzazione da parte dei detentori dei diritti.
Un’operazione coordinata tra Giappone e Cina
La chiusura del network è il risultato di un’azione congiunta tra le autorità di Giappone e Cina, supportata dal lavoro della Content Overseas Distribution Association. Proprio CODA ha confermato anche l’arresto di un sospettato, avvenuto lo scorso 19 novembre, accusato di violazione del copyright.
L’uomo è stato successivamente rilasciato su cauzione e resta ora in attesa dell’avvio del procedimento giudiziario formale. L’operazione rappresenta un segnale chiaro della determinazione delle autorità nel contrastare le piattaforme che sfruttano opere protette per generare profitti pubblicitari.
Un punto di riferimento per scan e traduzioni non ufficiali
Attivo dal 2014, Bato.to aveva costruito la propria popolarità grazie alla pubblicazione di scan di manga giapponesi e manhwa sudcoreani. Le opere venivano scansionate, ripulite e tradotte da membri della community, per poi essere distribuite gratuitamente attraverso i vari siti del network.
Il fenomeno delle scan ha avuto un ruolo centrale nella diffusione internazionale dei fumetti asiatici, ma ha anche alimentato un sistema parallelo che danneggia autori ed editori. Il Giappone, noto per leggi particolarmente rigide in materia di diritto d’autore, da anni porta avanti una strategia aggressiva per tutelare questo settore culturale.
