A fine novembre una startup americana, Overview Energy, ha portato a termine un test che sembra uscito dalla fantascienza. Un Cessna a turboelica ha sorvolato l’area a circa cinquemila metri di quota e, mentre era in movimento, ha trasmesso energia elettrica a un ricevitore installato a terra. Nessun cavo, nessun collegamento fisico: solo un laser a infrarossi che faceva da ponte invisibile tra cielo e suolo. La quantità di energia in gioco era minima, quasi trascurabile se confrontata con i numeri dell’industria, ma non era quello il punto. L’obiettivo era capire se il sistema reggeva fuori dal laboratorio, nel mondo reale, con tutte le sue imperfezioni. E la risposta, almeno per ora, è stata positiva.
Energia solare raccolta nello spazio: ecco i dettagli degli ultimi test
Tale esperimento è solo il primo tassello di un progetto molto più ambizioso. Overview guarda allo spazio e immagina satelliti ricoperti di pannelli solari. Posizionati in orbita geosincrona a oltre 35 mila chilometri dalla Terra. Da lassù il Sole non sparisce mai dietro l’orizzonte, e l’energia può essere raccolta in modo continuo. Una volta accumulata, verrebbe inviata verso il pianeta sotto forma di fasci laser, puntati con precisione sugli impianti fotovoltaici già presenti sul territorio.
Una parte interessante riguarda proprio l’uso di impianti già presenti: niente nuove mega-strutture da costruire, niente ricevitori dedicati da piazzare ovunque. L’idea è sfruttare ciò che esiste già. Di giorno i pannelli fanno il loro lavoro abituale, di notte diventano il punto di arrivo di energia che arriva dallo spazio. Overview parla di laser a bassa densità, una scelta che dovrebbe rendere il sistema più sicuro rispetto alle trasmissioni basate sulle onde radio.
Naturalmente, tra un aereo che vola sopra la Pennsylvania e un satellite in orbita geosincrona c’è un salto enorme. Per tale motivo la roadmap è prudente. Si partirà da un dimostratore in orbita bassa, previsto intorno al 2028. Poi, solo se tutto andrà per il verso giusto, ci sarà il tentativo di salire più in alto. L’obiettivo è iniziare a inviare energia dallo spazio entro il 2030.
