Il 2025 si è chiuso come un anno denso di allarmi sul fronte della sicurezza digitale. Truffe online, attacchi informatici e reati contro la persona hanno mostrato un livello di complessità crescente, spingendo la Polizia Postale a rafforzare un’azione su più piani. Dalla prevenzione alla formazione, fino alla cooperazione con organismi internazionali, l’attività investigativa ha dovuto adattarsi a uno scenario in continuo mutamento. I numeri raccontano una pressione costante: decine di migliaia di casi trattati, centinaia di arresti e migliaia di perquisizioni, con un carico operativo che ha attraversato ambiti molto diversi tra loro ma sempre più interconnessi.
Tra i settori più delicati, la tutela dei minori ha richiesto un impegno costante, soprattutto nelle aree meno visibili della rete. Il monitoraggio di migliaia di siti e l’attenzione al dark web hanno portato alla chiusura di numerose piattaforme illegali e a un alto numero di arresti. Il lavoro investigativo si è affiancato a un supporto specialistico, grazie alla presenza di funzionari con competenze psicologiche, chiamati a gestire casi ad alto impatto umano. Parallelamente, la tutela della persona dai reati online ha evidenziato una crescita delle condotte riconducibili a stalking, molestie e diffusione illecita di contenuti intimi. Le procedure attivate nell’ambito del Codice Rosso hanno confermato una forte incidenza di episodi con marcata connotazione di genere. L’attività si è concentrata su indagini mirate e perquisizioni, con un approccio che ha posto al centro la protezione delle vittime e la raccolta tempestiva delle prove digitali.
Nuove frodi digitali
Le analisi hanno mostrato un sensibile aumento degli attacchi informatici, accompagnati da migliaia di alert di sicurezza. Le minacce ibride, spesso legate a tensioni geopolitiche, hanno reso necessario un coordinamento continuo con partner esteri e organismi di sicurezza. L’identificazione dei responsabili e le richieste di cooperazione internazionale hanno sottolineato una dimensione ormai globale del rischio cyber. Sul fronte della criminalità economico finanziaria, invece, le truffe online si sono evolute di continuo, divenendo sempre più “furbe”. L’uso crescente di intelligenza artificiale e deepfake ha certo giovato alle frodi, rendendole più credibili e difficili da individuare. Le indagini hanno messo in luce la necessità di aggiornare il quadro normativo, introducendo nuove fattispecie di reato capaci di intercettare schemi fraudolenti sempre più sofisticati. Il bilancio del 2025 restituisce così l’immagine di una minaccia digitale in espansione, affrontata attraverso un’azione investigativa articolata e costante.
