All’interno della penisola italiana, un segmento di automobili che sicuramente rivendica grande importanza è il segmento B, se consideriamo infatti quest’ultimo con le berline e i SUV la quota di mercato raggiunta arriva addirittura al 48% nell’intero 2025, ciò tradotto in parole povere significa che la maggior parte dell’immatricolazioni dell’ultimo anno arrivano proprio da queste categorie, di conseguenza ora che il 2025 e alle nostre spalle possiamo trarre le conclusioni e vedere più nel dettaglio l’andamento di questa fetta di mercato.
I dati del mercato
Per quanto riguarda i dati cronologici, a partire da gennaio fino a dicembre 2025 il numero totale di immatricolazione ammonta a 272.137, per un market share totale del 17,7%, ciò riguarda il segmento B, per quanto riguarda invece i SUV, abbiamo una partecipazione totale pari a 465.677 immatricolazioni, di conseguenza se andiamo a sommare i due valori abbiamo un totale di 737.814 nuove auto.
Ora andiamo a vedere le vendite come classifiche suddivise per berline e SUV, i dati sono stati forniti da UNRAE e offrono sicuramente un’immagine istantanea di ciò che il mercato gradisce di più, iniziamo con le berline:
- Dacia Sandero: 49.445
- Toyota Yaris: 33.846
- Peugeot 208: 31.320
- Renault Clio: 29.068
- Opel Corsa: 21.531
- MG3: 13.590
- Suzuki Swift: 11.498
- Skoda Fabia: 11.256
- FIAT Grande Panda: 11.177
- Lancia Ypsilon: 9.708
Passiamo invece ora alla top ten per quanto riguarda i SUV, con il primo posto occupato da un’auto assolutamente apprezzata da tutti i consumatori, il cui podio era praticamente scontato:
- Jeep Avenger: 48.376
- Citroen C3: 38.318
- Toyota Yaris Cross: 37.386
- Dacia Duster: 33.573
- MG ZS: 28.988
- Volkswagen T-Roc: 27.055
- Ford Puma: 26.676
- Renault Captur: 25.861
- Volkswagen T-Cross: 21.824
- Fiat 600: 21.265
Dunque, come vedete, i verdetti sono i seguenti e non a caso rispecchiano quelle che sono le auto più popolari all’interno della nostra penisola, pare evidente l’avanzamento della tecnologia ibrida all’interno della nazione e ora non rimane che vedere come si evolverà il 2026 sotto vari punti di vista, un elemento interessante da sottolineare e la scarsa presenza di modelli orientali che ancora devono effettivamente prendere piede in modo importante.
