Il 2025 resterà per BYD come l’anno dei grandi numeri, ma anche come quello della maturità. Il costruttore ha superato quota 4,6 milioni di veicoli venduti tra auto e mezzi commerciali, un risultato che conferma la solidità industriale del gruppo. Se si guarda esclusivamente alle automobili, il totale sfiora i 4,55 milioni di unità, un dato che testimonia una crescita ancora notevole.
BYD aveva iniziato il 2025 con obiettivi molto più aggressivi, poi rivisti al ribasso nel corso dei mesi, fino a stabilizzarsi. Al di là delle previsioni iniziali, il dato che emerge con maggiore chiarezza è la trasformazione dell’azienda. BYD non è più un costruttore in rapida rincorsa, ma un protagonista ormai stabilizzato, chiamato a gestire volumi enormi e mercati sempre più diversificati.
BYD, una grande espansione globale e nuove domande per il 2026
Le auto elettriche pure hanno superato i 2,25 milioni di unità, segnando una crescita robusta, mentre le ibride plug-in, hanno mostrato una lieve flessione. Il risultato è un equilibrio quasi perfetto tra BEV e PHEV, che certifica il passaggio definitivo di BYD verso un’offerta completamente elettrificata, coerente con la scelta, di abbandonare i motori endotermici tradizionali.
Se il mercato cinese inizia a mostrare segnali di saturazione, il vero motore del 2025 di BYD è stato l’estero. Per la prima volta, le vendite fuori dalla Cina hanno superato il milione di veicoli. L’azienda sta costruendo la propria presenza internazionale con una strategia aggressiva, fatta di nuovi modelli, investimenti industriali e una rete commerciale sempre più estesa, soprattutto in Europa e nei mercati emergenti.
Anche gli ultimi mesi dell’anno raccontano però una storia meno lineare. Dicembre ha registrato un calo delle vendite complessive rispetto all’anno precedente, confermando una tendenza che si è ripetuta per diversi mesi consecutivi. Il 2026 si apre quindi come un banco di prova delicato. BYD dovrà dimostrare di saper difendere le proprie quote in un mercato domestico sempre più affollato e, allo stesso tempo, trasformare la crescita internazionale in un pilastro stabile del proprio business. La sfida non è più crescere a ogni costo, ma gestire scala, profittabilità e reputazione globale in un settore che sta entrando in una fase nuova, meno euforica e decisamente più selettiva.
