Tenere tra le mani un Google Pixel 4 o un Pixel 4 XL oggi significa confrontarsi con un pezzo di storia tecnologica del 2019 che rifiuta di spegnersi. Questi top di gamma annunciati a ottobre di sei anni fa tornano a far parlare di sé grazie a LineageOS 23, ROM custom basata su Android 16. Il rilascio iniziale, avvenuto a metà ottobre, ha acceso l’interesse di chi non si rassegna a vedere hardware ancora valido finire nel cassetto dei ricordi. L’installazione richiede lo sblocco del bootloader e una certa dimestichezza, dettaglio che filtra gli utenti più curiosi. Il sistema non si basa su Android 16 QPR2, bensì sul codice sorgente iniziale, elemento che spiega alcune assenze importanti. Il nuovo linguaggio Material 3 Expressive non trova spazio, così come diverse funzioni introdotte nelle release più recenti di Google.
La stabilità generale viene descritta come adeguata, pur senza garanzie assolute su un funzionamento privo di intoppi. Le funzioni principali risultano comunque operative, secondo quanto indicato dagli sviluppatori. Grande attenzione viene riservata all’app Aperture, riscritta completamente. L’applicazione per foto e video supporta JPEG Ultra HDR e l’acquisizione RAW+JPEG, regalando una qualità d’immagine che dialoga con sensori ancora capaci di dire la loro. L’esperienza visiva rimane solida sui pannelli da 5,7 pollici Full HD+ per Pixel 4 e 6,3 pollici QHD+ per la variante XL.
Schede tecniche e prospettive
Le dimensioni raccontano un design compatto per il Google Pixel 4, con 68,8 x 147,1 x 8,2 mm, mentre il Pixel 4 XL si estende a 75,1 x 160,4 x 8,2 mm. L’hardware, pur non più recente, riesce ancora a sostenere un utilizzo giornaliero, soprattutto se destinato a un ruolo secondario. Il supporto viene annunciato anche per Pixel 4a, 4a 5G, Pixel 5 e Pixel 5a, segnale di un progetto in continua evoluzione. Gli sviluppatori parlano di aggiornamenti in arrivo, pur senza indicare tempistiche precise. Rimane la consapevolezza di un’esperienza che non rincorre l’ultima novità, ma valorizza ciò che esiste già. In questo equilibrio delicato tra nostalgia e attualità, i Pixel del 2019 tornano, dimostrando che il tempo, talvolta, può essere aggirato.
