Le tensioni tra le autorità russe e WhatsApp tornano a salire. Da inizio settimana, utenti di numerose regioni della Federazione Russa segnalano difficoltà sempre più evidenti nell’utilizzo dell’app di messaggistica, con prestazioni ridotte e tempi di risposta anomali. I dati raccolti da piattaforme locali e internazionali mostrano un quadro piuttosto chiaro, che va oltre il semplice disservizio tecnico.
Secondo quanto rilevato dal portale Failure.rf, sono state registrate quasi 4.500 segnalazioni in poche ore, con una forte concentrazione nell’area di Mosca. Anche Downdetector indica un problema distribuito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, segno di un intervento strutturale e non di un guasto isolato.
Un rallentamento imposto dall’autorità di controllo
Alla base dei disagi ci sarebbe una decisione diretta del Roskomnadzor, l’ente federale che supervisiona comunicazioni, tecnologia dell’informazione e media. Le autorità avrebbero imposto un rallentamento fino al 70-80% della velocità del servizio, rendendo l’uso di WhatsApp difficoltoso nella quotidianità.
Rappresentanti del Roskomnadzor hanno confermato ai giornalisti l’intenzione di mantenere una linea rigida, lasciando intendere che le misure restrittive potrebbero intensificarsi. Il rischio concreto è quello di arrivare a un blocco totaledell’app, nel caso in cui Meta continui a non adeguarsi alle richieste avanzate dalle autorità russe.
Le accuse e il contesto politico
La posizione ufficiale del governo russo è netta. WhatsApp viene accusata di essere utilizzata per finalità criminali, tra cui l’organizzazione di atti terroristici, il reclutamento di esecutori, frodi e altri reati contro i cittadini russi. In questo contesto, Meta è classificata come società “estremista” all’interno della Federazione, una definizione che pesa in modo significativo sulle relazioni tra le parti.
Non si tratta di un episodio isolato. Già nel mese di agosto, in concomitanza con il lancio di una nuova applicazione locale, WhatsApp aveva mostrato segnali di rallentamento forzato, anticipando una strategia più ampia.
La spinta verso il messenger nazionale Max
Il quadro si inserisce in una precisa strategia governativa. La Russia promuove Max, definito come il “messenger nazionale”, pensato per offrire un’alternativa interna ai servizi occidentali. Il concept ricorda da vicino quello di WeChat, con l’obiettivo di diventare una piattaforma centrale per comunicazione e servizi digitali.
Lo stesso Roskomnadzor ha ammesso che le limitazioni a WhatsApp vengono applicate per fasi, così da concedere agli utenti il tempo necessario per migrare verso altre soluzioni. Una transizione guidata, che mira a ridurre progressivamente la dipendenza da applicazioni straniere, rendendo il futuro di WhatsApp in Russia sempre più incerto.
