Gemini fa un passo avanti e non si limita più alle immagini: ora sa dirci se anche un video è stato creato con l’intelligenza artificiale. L’aggiornamento porta la piattaforma a riconoscere contenuti sintetici anche nei filmati, estendendo così le possibilità di verifica già presenti per le foto. La chiave di tutto è SynthID, un protocollo di watermarking proprietario sviluppato da Google, pensato per inserire “firme digitali” invisibili nei contenuti generati dall’AI, che ora vengono ricercate anche nelle tracce video.
Deepfake sotto controllo: Gemini segnala contenuti sintetici nei filmati
Il funzionamento è simile a quello già noto per le immagini: si carica un video nell’interfaccia di Gemini e si chiede esplicitamente se il contenuto sia generato dall’AI. C’è però una limitazione importante: la certificazione è affidabile solo per i video realizzati con strumenti Google. Per filmati prodotti con software di terze parti o registrazioni reali, Gemini non può confermare né smentire la presenza di AI e restituirà un messaggio neutro, indicando che non è stato possibile verificare l’origine con i propri strumenti.
La scansione è sorprendentemente dettagliata. Gemini analizza separatamente la componente visiva e quella audio del video, cercando eventuali watermark SynthID e individuando con precisione gli intervalli temporali in cui compaiono elementi generati artificialmente. Questo permette di fornire un report granulare: per esempio, potrebbe segnalare che tra il secondo 15 e il secondo 35 della traccia video è stato rilevato un watermark, mentre l’audio rimane privo di manipolazioni. In questo modo non si ha solo una risposta binaria “AI sì/AI no”, ma una vera e propria mappa temporale della presenza di contenuti sintetici all’interno del filmato.
Google Gemini porta il watermarking SynthID anche sui video
Ci sono però alcune limitazioni pratiche. I video caricabili non devono superare i 100 MB e la durata è limitata a 90 secondi, il che li rende adatti soprattutto per clip brevi, come contenuti social o spezzoni di tutorial. Nonostante queste restrizioni, la funzione si rivela utile per chiunque voglia controllare rapidamente la genuinità di un filmato, soprattutto in un contesto dove i deepfake e i contenuti generati artificialmente stanno diventando sempre più diffusi.
La nuova funzione è già disponibile a livello globale, sia sulla piattaforma web sia sull’app mobile di Gemini, e supporta tutte le lingue e le aree geografiche già coperte dal servizio. Con questo aggiornamento, Gemini non si limita più a leggere le immagini, ma diventa uno strumento concreto per capire la natura dei contenuti video e affrontare la sfida crescente dei media sintetici.
