Nel dibattito sempre più acceso sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’industria creativa, è emerso il caso Larian Studios. A finire sotto i riflettori non è stata una scelta produttiva concreta, ma alcune dichiarazioni del CEO Swen Vincke sull’impiego di strumenti di AI generativa durante le fasi iniziali di sviluppo. Le parole di Vincke sono emerse nel corso di un’intervista a Jason Schreier di Bloomberg, pubblicata a ridosso dell’annuncio di Divinity, nuovo progetto dello studio presentato ai TGA 2025. Nell’occasione, il CEO ha spiegato che Larian utilizza l’AI in modo limitato e sperimentale, per attività come concept art preliminari o testi provvisori, utili a esplorare idee nelle primissime fasi creative.
Larian al centro di nuovi dibattiti riguardo l’uso dell’AI nel settore gaming
Un punto che Vincke ha sottolineato più volte è che l’uso dell’AI non ha portato a significativi guadagni di efficienza, né a una riduzione del lavoro umano. Al contrario, ha ribadito che nessun contenuto finale di Divinity sarà generato dall’AI. Dunque, scrittura, recitazione, design e produzione restano interamente affidati a professionisti in carne e ossa.
Anche con tali precisazioni, l’intervista ha generato reazioni critiche, con commenti negativi arrivati persino da ex dipendenti dello studio. La discussione si è rapidamente spostata dal merito delle dichiarazioni a una questione più ampia: il timore diffuso che l’AI possa progressivamente sostituire ruoli creativi.
A poche ore dalla pubblicazione dell’articolo, Vincke è intervenuto nuovamente per chiarire la posizione ufficiale di Larian. In dichiarazioni successive e in post pubblici, ha precisato che lo studio non sta riducendo i team creativi, ma anzi è in fase di espansione. Il team di concept artist, attualmente composto da 23 persone, è destinato a crescere ulteriormente, così come quello degli sceneggiatori. Secondo quanto dichiarato da Vincke, l’AI viene utilizzata solo come strumento di supporto. Ma poi tutto il materiale generato viene sostituito dal lavoro originale degli esseri umani.
