Tesla continua a puntare con decisione sulla guida autonoma e la Full Self Driving rappresenta ormai il perno della sua strategia industriale. Negli Stati Uniti il sistema ha raggiunto la versione 14.2 e in alcune città è già stato inserito nei primi servizi di robotaxi, mentre in Europa la diffusione resta bloccata dai limiti normativi anche se il 2026 potrebbe segnare una svolta. In questo contesto si inserisce il nuovo test condotto da He Xiaopeng, numero uno di Xpeng, che durante un viaggio nella Silicon Valley ha deciso di tornare a provare la Full Self Driving di Tesla a distanza di oltre un anno dalla sua prima esperienza.
Il giudizio di He Xiaopeng è rimasto coerente ma allo stesso tempo si è rafforzato. Secondo il CEO di Xpeng, la FSD ha compiuto un salto evidente in termini di maturità e oggi mostra prestazioni che si avvicinano alla guida autonoma di Livello 4, soprattutto per continuità di funzionamento e capacità di gestire contesti urbani complessi senza interventi frequenti da parte del conducente.
Xpeng analizza la FSD di Tesla tra guida reale e robotaxi
Durante il test, He Xiaopeng ha guidato per circa cinque ore tra la Silicon Valley e San Francisco una Tesla equipaggiata con FSD 14.2 e ha anche effettuato un tragitto a bordo di un robotaxi. L’esperienza, a suo dire, è stata complessivamente fluida e rassicurante, con un comportamento del sistema molto più stabile rispetto a quello osservato dodici mesi prima. Pur non mancando alcune imperfezioni, il CEO di Xpeng ha sottolineato come il livello complessivo sia ormai nettamente superiore al passato.
Un punto chiave messo in evidenza riguarda la strategia di Tesla di utilizzare la stessa architettura hardware e lo stesso software sia per le auto private sia per i robotaxi. Secondo He Xiaopeng, questo approccio è corretto nel lungo periodo perché consente di accelerare l’evoluzione del sistema e di portare velocemente agli utenti finali funzionalità sempre più avanzate, riducendo la distanza tra uso quotidiano e mobilità completamente autonoma.
