Warner Bros Discovery sarebbe pronta ad invitare gli azionisti a respingere l’offerta da 108,4 miliardi di dollari avanzata da Paramount Skydance. La notizia, filtrata da ambienti finanziari, ha il tono delle decisioni irrevocabili. Perché ora? Si sostiene che la proposta abbia perso solidità dopo il passo indietro di Affinity Partners, il fondo legato a Jared Kushner. Senza quel sostegno, l’architettura finanziaria appare meno stabile. Può un’operazione di tale portata reggersi su basi che scricchiolano? Il mercato osserva, trattiene il fiato, misura le conseguenze.
Due strade, due mondi: cosa sceglierà la Warner Bros?
Il confronto con l’accordo già siglato con Netflix accende il dibattito. Da una parte c’è un’intesa da 72 miliardi concentrata su cinema e streaming, dall’altra una proposta che ingloba l’intero gruppo, incluse le reti televisive. Più denaro, dunque, ma anche più incognite. Si sottolinea che Netflix punti a un perimetro preciso, lasciando spazio alla valorizzazione delle attività lineari. Paramount Skydance, ora sotto il controllo di Skydance del figlio del fondatore di Oracle, rivendica la superiorità della propria offerta. Il paradosso resta sullo sfondo: Warner avrebbe aperto la porta alla vendita proprio dopo una prima proposta giudicata insufficiente. È una rivincita tardiva o un ritorno di fiamma privo di slancio? Il racconto pubblico parla di numeri, quello sotterraneo di fiducia.
Si prevede che qualsiasi acquisizione di Warner Bros attiri un’analisi severa delle autorità antitrust negli Stati Uniti e in Europa. In gioco c’è un vantaggio competitivo enorme, alimentato da un catalogo di IP che include Harry Potter, DC Comics, HBO Max, Friends, fino ai colossi seriali dell’altra sponda come Stranger Things e Squid Game. Hollywood reagisce con inquietudine. La Writers Guild of America ha sollecitato uno stop alle fusioni, temendo tagli occupazionali, salari compressi e un’offerta creativa più povera. Che prezzo avrebbe la concentrazione? Le sale, le piattaforme, le scrivanie degli autori ascoltano il rumore dei passi. La partita resta aperta, la posta altissima, l’esito sospeso tra bilanci e coscienze.
