All’interno dei laboratori CREATE dell’EPFL, la ricerca sulla tecnologia robotica ha preso una strada decisamente inaspettata e che nello specifico, normalmente porta ai rifiuti biologici e più nel dettaglio ai gusci degli scampi utilizzati in cucina, i ricercatori infatti guidati da Josie Hughes, hanno rivisto la filosofia dietro lo sviluppo delle componenti robotiche ripensando il tutto in chiave ecologica e circolare in modo da abbattere in modo importante l’impatto che tali tecnologie hanno sull’ambiente, tale filosofia dunque sposa sia un anima ecologico che il desiderio di esplorare strutture già presenti in natura.
L’esperimento
Nello specifico, il team di ricerca si è concentrato sull’esoscheletro di questi crostacei, dal momento che quest’ultimo è in grado di combinare la resistenza della parte mineralizzata all’elasticità e alla flessibilità delle parti invece articolari, questi elementi insieme permettono all’animale di muoversi rapidamente in acqua ma opportunamente abbinati a sistemi meccanici potrebbero garantire resistenza e affidabilità permettendo di fatto di risparmiare in termini di materiali e soprattutto di non utilizzare plastica dal momento che verrebbero utilizzati i materiali biologici tra l’altro completamente biodegradabili.
Tutto il lavoro è stato pubblicato all’interno di Advanced Science e mostra tre prototipi distinti, un manipolatore in grado di afferrare oggetti fino a 500 g, una pinza in grado di afferrare oggetti morbidi e in ultimo un sistema per muoversi in acqua ad una velocità di 11 cm/s, l’esoscheletro è stato riempito con un elastomero in modo da poter controllare flessione ed estensione, dopodiché il tutto è stato fissato su una base motorizzata e rivestito in silicone in modo da aumentare resistenza e durata.
In tutti i test i prototipi hanno mostrato ottime risposte garantendo dei risultati davvero interessanti, tutto ciò tra l’altro ha goduto di un elemento che normalmente non è presente, alla fine dei test infatti le singole componenti potevano essere staccate e riutilizzate e i gusci dei crostacei potevano essere facilmente smaltiti, l’unica sfida è rappresentata proprio da questi ultimi dal momento che ogni guscio presenta delle caratteristiche leggermente diverse dall’altro che ovviamente necessitano di un adattamento specifico, ciò nonostante il team è fiducioso poiché l’insieme di questi elementi può rappresentare le norme potenziale da scoprire e sfruttare.

