Per quanto riguarda la branca della tecnologia inerente la robotica, i ricercatori da sempre hanno cercato di unire biologia e meccanica tramite approcci ibridi nella costruzione di robot umanoidi, un grande limite che però ha sempre colpito questa tecnologia riguarda la scarsa capacità dei muscoli biologici di trasferire l’energia in modo efficace alle componenti meccaniche, ciò non ha mai permesso di ottenere risultati ottimali almeno fino a questo momento, recentemente infatti i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato un particolare modello che riesce a sopperire a questo problema, nello specifico il tessuto muscolare biologico viene agganciato a un tendine in aerogel che riesce a trasmettere molta più forza.
Migliora tutto
Nello specifico, il team guidato da Ritu Raman, ha sviluppato una sorta di unità muscolo-tendinea in cui è presente un minuscolo fascio coltivato in laboratorio agganciato alle due estremità a un paio di tendini che adoperano la tecnologia scritta sopra, non è un semplice dettaglio estetico dal momento che la presenza di questi nuovi tendini ha letteralmente triplicato la velocità del robot amplificando la forza trasmessa addirittura di 30 volte rispetto ai sistemi che non ne fanno uso, ovviamente questo risultato non è frutto di mera casualità bensì di un progetto che approssima il sistema a tre molle che sarebbero il muscolo, il tendine e la struttura del gripper, tutto ciò ha permesso di ottenere una struttura abbastanza morbida da lavorare in armonia con un tessuto vivente e di resistere addirittura a migliaia di cicli di contrazione senza rompersi.
Una volta assemblato il tutto il sistema ha mostrato delle prestazioni decisamente insolite, la pinza infatti è riuscita a compiere più di 7000 pizzichi senza degradarsi con un rapporto peso potenza addirittura 11 volte superiore rispetto ai risultati ottenuti in passato, ciò di fatto consente di ottenere i medesimi risultati del passato, utilizzando molta meno quantità di muscolo, dinamica che ovviamente rappresenta un vantaggio soprattutto per i robot di piccole dimensioni.
Il punto chiave di questo traguardo è proprio il ponte biomeccanico rappresentato dai tendini artificiali che riescono ad aderire al muscolo senza danneggiarlo, ma allo stesso tempo consentono di ottenere un ancoraggio decisamente saldo alla parte rigida del robot.
