Il recente lancio di Galaxy Z TriFold ha segnato l’ingresso di Samsung nel segmento dei dispositivi pieghevoli a tre pannelli. La versione in commercio adotta un modulo fotografico con tre sensori, ma un dettaglio curioso emerso online suggerisce che, in una fase dello sviluppo, Samsung abbia valutato un approccio diverso.
Un dirigente dell’azienda ha pubblicato su LinkedIn una foto in cui tiene in mano non il modello finale, bensì un prototipo del TriFold. L’immagine mostra un modulo fotografico verticale simile al classico “semaforo” dei Galaxy, ma con una quarta fotocamera aggiunta in cima. Il sensore appare identico nel diametro agli altri tre, anche se meno sporgente, creando una disposizione allungata e visivamente meno equilibrata. Un elemento che lascia intuire come Samsung abbia realmente preso in considerazione l’idea di dotare il TriFold di un setup a quattro lenti.
Perché Samsung potrebbe aver rinunciato alla quarta fotocamera
Galaxy Z TriFold è già un prodotto complesso: doppia cerniera, spazi ridotti per l’hardware interno, vincoli termici e un peso che deve restare il più contenuto possibile. Aggiungere un quarto modulo potrebbe aver creato ulteriore pressione su costi, ingegnerizzazione e distribuzione interna dei componenti. È plausibile che durante la fase di test Samsung abbia scelto una soluzione più sobria, anche per evitare un design che, nel prototipo mostrato, risultava poco armonioso.
Si tratta comunque di un dispositivo sperimentale e distribuito in quantità limitate, il che rende verosimile l’ipotesi che Samsung abbia valutato varie configurazioni per testare reazioni e fattibilità.
La dotazione fotografica del modello commerciale
Il TriFold finale monta una fotocamera principale da 200 MP, una ultrawide da 12 MP e un teleobiettivo da 10 MPcon zoom ottico 3x. Una scelta che punta a mantenere un buon equilibrio tra qualità fotografica, dissipazione del calore e gestione dello spazio interno, aspetti particolarmente delicati in un formato trifold.
La distribuzione partirà il 12 dicembre in Corea del Sud, per poi estendersi a Cina, Taiwan, Singapore, Emirati Arabi Uniti e infine Stati Uniti.

