Negli ultimi mesi la situazione interna ad Apple ha attirato molta attenzione. Diversi segnali hanno mostrato un malessere diffuso, soprattutto tra i team impegnati nell’ingegneria avanzata. Un recente approfondimento del Wall Street Journal ha confermato infatti l’esistenza di un flusso costante di professionisti verso OpenAI. Le uscite più note avevano già alimentato discussioni, ma il quadro si rivela ancora più ampio.
Secondo l’analisi dei profili pubblici, decine di ingegneri esperti in robotica, audio, design e sensoristica hanno lasciato Apple negli ultimi mesi. Questo fenomeno segue quanto anticipato da Bloomberg, che aveva registrato un ritmo impressionante di nuove assunzioni da parte di OpenAI. In un solo mese sarebbero arrivate oltre 40 persone nel gruppo dedicato ai dispositivi hardware. La particolarità della fuga attuale risiede però nell’ampiezza delle competenze coinvolte, che fa pensare alla realizzazione di progetti più ambiziosi.
Apple tra concorrenza e nuove strategie
Il rapporto del Journal evidenzia come l’interesse di OpenAI riguardi figure con competenze tecniche fondamentali. Non sarebbe quindi solo una questione estetica, ma un chiaro segnale di investimenti verso sistemi robotici, piattaforme autonome e soluzioni hardware radicalmente nuove. La collaborazione tra Sam Altman e Jony Ive contribuisce ad aumentare le speculazioni, perché promette dispositivi capaci di superare il concetto tradizionale di smartphone assistito dall’intelligenza artificiale. Resta però possibile che parte dei nuovi talenti lavorerà su progetti diversi e più sperimentali.
Per Apple la priorità è evitare la perdita di competenze in una fase in cui l’AI guida molte scelte industriali. L’arrivo di un nuovo responsabile per le strategie legate all’intelligenza artificiale testimonia un tentativo di rilancio interno. L’azienda vuole recuperare fiducia e ridare slancio a una visione che negli ultimi anni sembra aver perso parte del suo vigore. La concorrenza di realtà come OpenAI e Meta però rende difficile trattenere professionisti attratti da compensi elevati e progetti più liberi. Se tale fenomeno continuerà, Apple potrebbe trovarsi costretta a rivedere rapidamente il suo approccio, mentre OpenAI sembra determinata a consolidare una divisione hardware molto più strutturata e potente rispetto al passato.
