Starship V3 è pronta al debutto, e il momento è praticamente dietro l’angolo. SpaceX ha portato a termine l’assemblaggio della nuova versione del razzo più grande mai costruito e ha già completato il test finale, il cosiddetto Wet Dress Rehearsal, sulla nuova rampa di lancio (Pad 2) nella base di Starbase. Se tutto filerà liscio, il dodicesimo volo di test è programmato per le 00:30 ora italiana del 20 maggio 2026.
Cosa cambia con Starship V3 rispetto alla versione precedente
L’ultimo volo con Starship V2 risale al 13 ottobre 2025, l’undicesimo test, che si era chiuso con un successo pieno su tutti gli obiettivi. Ora si volta pagina. Starship V3 è leggermente più alto, circa 124,4 metri contro i 123,1 della versione precedente, ed è composto da Super Heavy Booster 19 come primo stadio e Ship 39 come secondo stadio. Inizialmente era previsto l’utilizzo di Super Heavy Booster 18, ma quell’esemplare è esploso a fine novembre 2025, costringendo a un cambio di programma.
Le modifiche rispetto alla seconda versione sono parecchie, e proprio per questo la probabilità che qualcosa vada storto non è trascurabile. Le alette direzionatrici del primo stadio, per esempio, passano da quattro a tre, ma sono il 50% più grandi e più resistenti. Sono state posizionate più in basso per ridurre l’esposizione al calore generato dai motori dello stadio superiore durante la fase di separazione a caldo, il cosiddetto hot staging. SpaceX ha anche introdotto una protezione in acciaio per il serbatoio e ha riprogettato il tubo di trasferimento del propellente verso i motori Raptor 3, ora capaci di accensione simultanea su tutti e 33 gli esemplari montati sul primo stadio. In più, è stato aggiunto un secondo connettore di alimentazione per il caricamento di propellente e ossidante, garantendo così una ridondanza nel sistema.
Anche lo stadio superiore porta con sé novità importanti. Il sistema di propulsione è stato riprogettato per un nuovo metodo di avviamento dei motori Raptor 3, il volume del serbatoio del propellente è aumentato e il sistema di controllo di reazione è stato migliorato. SpaceX ha aggiunto quattro punti di aggancio pensati per il trasferimento del propellente in orbita, un tassello fondamentale per le future missioni. I nuovi Raptor 3, presenti in 33 unità sul primo stadio e 6 sul secondo, offrono una spinta superiore. Anche l’avionica, quindi sensori, batterie e inverter, è stata aggiornata su entrambi gli stadi. Ciliegina sulla torta: nuove videocamere capaci di trasmettere a 480 Mbps sfruttando la connettività Starlink.
Il piano di volo del dodicesimo test
Starship V3 è stato assemblato il 9 maggio sulla nuova rampa Pad 2, e tre giorni dopo si è svolto il Wet Dress Rehearsal, il test che simula l’intera procedura di lancio comprensiva del caricamento del propellente. Vista la quantità di modifiche introdotte, l’azienda di Elon Musk ha scelto un approccio prudente: il primo stadio non tenterà il rientro alla base, ma ricadrà nell’Oceano Atlantico, nel Golfo del Messico.
Per quanto riguarda lo stadio superiore, il piano prevede il rilascio di 22 simulatori di satelliti Starlink di terza generazione. Due di questi verranno usati specificamente per trasmettere immagini dello scudo termico durante il rientro. È inoltre in programma l’accensione di un motore Raptor 3 nello spazio, un passaggio che servirà a raccogliere dati cruciali per i voli futuri. Ship 39, dopo aver completato la propria missione, ricadrà nell’Oceano Indiano.
