La sfida tra i grandi modelli linguistici vive un nuovo momento di tensione. Secondo quanto riportato da fonti interne citate dal Wall Street Journal e da The Information, Sam Altman avrebbe dichiarato una sorta di “codice rosso” all’interno di OpenAI, invitando i team tecnici a intensificare il lavoro su ChatGPT. L’indicazione è chiara: il progresso di Gemini, la piattaforma AI di Google, sta diventando un fattore critico nella corsa globale ai chatbot più capaci.
La comunicazione interna prevede report giornalieri da parte dei gruppi responsabili dei miglioramenti del modello, oltre alla possibilità di trasferimenti temporanei del personale verso le aree considerate più strategiche. Un approccio che ricorda la fase 2022-2023, quando ChatGPT iniziò a cambiare la percezione stessa dei motori di ricerca, trovandosi improvvisamente al centro della competizione con Google.
Oggi lo scenario è diverso. Gemini non è percepito solo come un “altro chatbot”, ma come un elemento destinato a integrarsi profondamente nell’esperienza web. La sua diffusione è stata accelerata soprattutto dagli strumenti multimediali inclusi nella piattaforma, come il celebre Nano Banana e il modello Gemini 2.5 Flash Image, utilizzato da molti utenti per generare o modificare immagini in modo rapido.
Priorità riviste e alcune iniziative sospese
La crescita di Gemini e, in parallelo, il ritmo sostenuto di realtà come Anthropic, hanno spinto OpenAI a rivedere le priorità immediate. Nella nota interna, Altman evidenzia tre aree che richiedono miglioramenti urgenti: velocità, affidabilità e capacità di gestione di domande multiple. A queste si aggiunge la volontà di perfezionare gli strumenti di personalizzazione, considerati fondamentali per mantenere il vantaggio competitivo.
Per accelerare i progressi, OpenAI ha deciso di posticipare alcune iniziative che erano già in cantiere. Tra i progetti spostati più avanti figurano l’inserimento di pubblicità, lo sviluppo di agenti dedicati allo shopping e alla salute e un aggiornamento più profondo di Pulse, l’assistente personale integrato in ChatGPT.
La sensazione è che il laboratorio di San Francisco voglia evitare di trovarsi in una posizione di rincorsa, puntando a recuperare margine in un settore dove la competizione si è intensificata come mai prima d’ora. L’esito di questo nuovo equilibrio potrebbe definire la prossima fase della diffusione dell’intelligenza artificiale su vasta scala.
