Il panorama dell’audio immersivo entra in una nuova fase con l’introduzione di Eclipsa Audio. Si tratta del formato sviluppato congiuntamente da due grandi nomi della tecnologia: Samsung e Google. Basato sullo standard IAMF (Immersive Audio Model and Formats), il progetto si distingue per essere Open Source, accessibile a chiunque senza costi di licenza. L’iniziativa si colloca all’interno del consorzio Alliance for Open Media, e punta a creare un’alternativa libera agli standard proprietari. A differenza dei formati tradizionali, Eclipsa Audio non si limita a gestire segnali su un numero fisso di canali. Nei sistemi audio classici, dalla stereofonia alla quadrifonia e ai formati surround come 5.1 o 7.1, ogni altoparlante riceve un canale dedicato. Vincolando la resa sonora alla configurazione fisica dell’ambiente. Con l’audio immersivo, invece, la riproduzione diventa tridimensionale e scalabile.
Cosa cambia con il nuovo standard Eclipsa Audio
In tale contesto, i suoni possono essere posizionati e spostati in una “bolla sonora”. Ciò grazie a metadati che guidano la decodifica, indipendentemente dal numero e dalla disposizione degli altoparlanti. I formati object based come Dolby Atmos o DTS:X e i sistemi scene based come l’audio binaurale diventano modelli di riferimento, ma Eclipsa Audio si propone di estendere la libertà di produzione e riproduzione sonora. Dal punto di vista tecnico, il formato è estremamente flessibile. Una traccia IAMF può essere codificata in LPCM, AAC, FLAC o Opus, con compressione lossless o lossy. Inoltre, può essere integrata in un file video Mp4. Attualmente, il sistema supporta fino a 28 canali.
Il formato è stato presentato al CES 2025 di Las Vegas, accompagnato dall’annuncio del supporto immediato su dispositivi selezionati. Tutti i televisori Samsung 2025, dalle serie Crystal UHD fino ai modelli premium OLED 4K e Neo QLED 8K, sono già pronti a decodificare Eclipsa Audio. Così come alcune soundbar come il modello HW-Q990F con subwoofer wireless. Allo stesso tempo, piattaforme digitali come YouTube hanno avviato la compatibilità, mentre è previsto il supporto per Android 16, Google TV e Android TV. Per poi, successivamente, arrivare anche con il browser Chrome.
