La grande esercitazione organizzata a Hangzhou il 27 novembre, denominata 2025 Joint Emergency Rescue Drill for Concurrent Multi-Type Accidents, ha mostrato quanto la robotica sia ormai pronta a diventare un supporto fondamentale nelle operazioni di emergenza. Gli X30 di Deep Robotics, modelli quadrupedi progettati per muoversi in ambienti ostili, sono stati messi alla prova in situazioni che simulavano crolli, polveri dense, acqua stagnante e strutture instabili.
L’obiettivo era verificare se un gruppo coordinato di robot fosse in grado di individuare sette persone intrappolate in punti differenti, fornendo nel frattempo al comando operativo una serie continua di informazioni utili per pianificare gli interventi. La sfida non riguardava solo la resistenza materiale delle macchine, ma la capacità di cooperare, orientarsi autonomamente e raccogliere dati in tempo reale in ambienti che mettono in difficoltà anche i soccorritori più esperti.
Mobilità estrema, scansioni 3D e ricerca dei dispersi: cosa sanno già fare i robot X30
La dimostrazione ha colpito per la fluidità con cui gli X30 hanno affrontato percorsi tipici del post-disastro. Il design a quattro zampe, combinato con sistemi di controllo del passo molto sofisticati, ha permesso loro di scalare rampe dal 45% di pendenza, attraversare passerelle irregolari e camminare tra detriti e macerie senza perdere stabilità. La certificazione IP67 ha garantito operatività costante anche in ambienti polverosi o attraversati da pozzanghere profonde, condizioni in cui la presenza umana comporterebbe rischi elevati e tempi di intervento più lunghi.
Oltre ai movimenti, una parte fondamentale della missione riguardava l’acquisizione di dati utili. Infatti grazie a telecamere e strumenti di mappatura, i robot hanno generato modelli tridimensionali dettagliati dell’area, trasmettendo immagini e informazioni tramite una rete autonoma ad alta capacità. Nel centro operativo, i tecnici hanno potuto osservare l’evoluzione della situazione in corso su grandi schermi, decidendo rapidamente dove concentrare i soccorsi
Gli X30 non sono nuovi a missioni di questo tipo. In precedenti esercitazioni hanno collaborato con droni in simulazioni di super-tifoni, analisi ambientali e ispezioni industriali. Con un’autonomia di circa quattro ore, un peso di 56KG e la capacità di operare tra -20 e 55°, rappresentano ormai strumenti versatili per episodi rischiosi di ogni tipo complessità.
