Negli ultimi giorni molti italiani stanno notando un aumento delle chiamate provenienti da prefissi internazionali come +44, +46, +40 o +34, spesso con più tentativi nell’arco della stessa giornata. Il fenomeno non nasce dal nulla, ma è legato a un cambiamento preciso: dal 19 novembre è attiva la seconda fase del filtro anti-spoofing dell’Agcom, dedicata alle numerazioni mobili. La prima parte del blocco, operativa da agosto sulle linee fisse, aveva già ridotto sensibilmente le chiamate moleste con finto prefisso italiano. Ora il nuovo sistema sta intercettando un volume ancora maggiore di telefonate irregolari.
Secondo i dati comunicati dagli operatori, vengono bloccate 7,46 milioni di chiamate al giorno che usano numeri italiani falsificati, un valore sei volte superiore rispetto alla prima fase del progetto. In alcuni momenti, la quota di chiamate irregolari ha raggiunto picchi compresi tra il 50 e il 90% del traffico totale, segno di una diffusione molto più ampia dello spoofing di quanto si immaginasse.
Per molti utenti questo ha significato un miglioramento immediato: le chiamate truffaldine con numeri italiani sono quasi sparite. Il rovescio della medaglia è che i call center illegali, impossibilitati a presentarsi con numerazioni nazionali fasulle, hanno ripreso a usare prefissi esteri autentici. Non sono aumentati i tentativi: sono semplicemente tornati visibili.
Perché i numeri stranieri non vengono bloccati
Il sistema anti-spoofing italiano verifica che un numero esista davvero, che sia correttamente assegnato all’operatore e che la chiamata provenga da un utente realmente in roaming. Se uno di questi tre fattori non coincide, la chiamata viene bloccata. Questo controllo, però, riguarda solo i numeri italiani. I numeri stranieri reali non rientrano nel filtro, motivo per cui continuano a passare. Un blocco efficace richiederebbe un sistema coordinato a livello europeo o globale, altrimenti i truffatori continueranno a spostarsi fra i Paesi più permissivi.
Come riconoscerle e come difendersi
I prefissi internazionali vengono utilizzati sia per il telemarketing aggressivo sia per truffe come il vishing, in cui chi chiama si finge operatore bancario o tecnico per ottenere dati sensibili. Molto diffusa anche la truffa Wangiri, basata sullo squillo unico che invita a richiamare numeri a tariffazione speciale.
Per ridurre il rischio, è consigliabile evitare di rispondere ai numeri sconosciuti con prefisso internazionale. Alcuni operatori permettono di richiedere il blocco delle chiamate estere, mentre le app anti-spam possono filtrare automaticamente i numeri sospetti. Rimane sempre possibile il blocco manuale diretto su Android o iPhone.
L’Agcom pubblicherà una valutazione complessiva nei prossimi mesi. L’aumento dei prefissi esteri, quindi, non è un peggioramento: è l’effetto del filtro, che ha costretto i truffatori a mostrare il loro vero punto di origine.
