Quest’anno l’agenzia spaziale europea ha raggiunto un record per quanto riguarda i fondi di finanziamento approvati da tutti gli Stati membri, nello specifico infatti i ministri dei 23 Paesi membri e degli Stati associati hanno approvato un impegno finanziario complessivo di 22,1 miliardi di euro, un valore davvero impressionante che secondo le stime rappresenta un incremento netto del 37% rispetto al 2022 ma che aggiustato rispetto all’inflazione risulta nello specifico del 17% in più, un valore comunque importantissimo che mostra come il vecchio continente voglia investire in modo importante e deciso sulla scienza e sull’esplorazione spaziale.
La distribuzione
Nello specifico, una prima e cospicua parte di questi fondi verrà investita nella scienza, rivendicando così un aumento del 3,5% rispetto all’investimento precedente, che si tradurrà nel completamento di alcune delle missioni più attese del programma Cosmic Vision, come LISA, per poi dedicarsi ad altre emissioni programmate all’interno del piano definito come strategia 2040.
Un’altra discreta parte dei fondi verrà dedicata invece ai lanciatori e nello specifico ad Ariane 6 e Vega-C, oltre a nuovi sistemi di trasporto orbitale, il tutto con l’obiettivo di sviluppare e portare avanti missioni che riguardino ovviamente la luna ma soprattutto Marte, ritenuto ormai la prossima frontiera dell’esplorazione spaziale, non a caso la piattaforma punterà anche allo sviluppo e all’incentivazione di programmi cofinanziati tramite privati che ovviamente verranno stimolati a puntare sui progetti europei, il tutto per permettere anche una commercializzazione dello spazio per quanto riguarda l’emissioni in orbita bassa terrestre.
Si tratta sicuramente di un passo molto importante per l’Europa che da tempo insegue standard più elevati concorrendo ovviamente con la controparte oltre oceano, un investimento di questa portata tra l’altro assume un valore storico vista anche la particolare situazione geopolitica che riguarda l’Europa in questi anni, il tutto tenendo conto anche delle tensioni che arrivano da oltremare, questo sicuramente è un segnale positivo che trasmette la volontà dell’Europa di puntare sulla scienza e sullo sviluppo.
