Le truffe digitali continuano a mietere vittime, con un impatto particolarmente forte tra gli anziani, spesso dotati di un patrimonio significativo ma meno abituati ai meccanismi delle frodi online. Le tecniche impiegate dai criminali uniscono falsi investimenti, manipolazione emotiva e strumenti digitali come software di assistenza remota, elementi che trasformano una semplice telefonata in un danno economico enorme.
Una delle storie riportate riguarda una scrittrice milanese. Il contatto iniziale avviene tramite una donna che propone presunti investimenti sicuri. Bastano pochi giorni e un versamento di prova, poi restituito con cifra triplicata, per instaurare fiducia. Successivamente subentra un complice che convince l’anziana a installare AnyDesk, permettendo ai truffatori di controllare il computer. Nel giro di settimane, approfittando delle conversazioni rassicuranti e della solitudine della vittima, riescono a sottrarre quasi un milione di euro. La scoperta arriva solo grazie a un amico che controlla il computer, quando ormai il danno è compiuto.
La manipolazione affettiva come arma
Un secondo caso vede coinvolto un ex ufficiale settantacinquenne, appassionato di auto d’epoca. Viene contattato su Facebook da una donna che si presenta come collezionista. Le conversazioni vertono su aste, auto rare e investimenti temporanei con rientro immediato. L’uomo effettua diversi bonifici verso IBAN europei, convinto dalle promesse di guadagno. L’account si rivela gestito da criminali dell’Est Europa, lasciando l’anziano con perdite significative e nessuna possibilità di recupero.
L’ex commercialista travolto da richieste continue
Il terzo episodio è quello di un ex commercialista molto conosciuto a Milano. Anche in questo caso il raggiro inizia con un piccolo investimento, poi restituito per alimentare fiducia. La vittima entra in una spirale simile a una dipendenza: vengono richieste “commissioni”, “imposte” o “integrazioni per sblocchi”, tutte finte. In nove mesi sparisce quasi mezzo milione di euro, seguito dalla vendita degli immobili, inclusa la casa di famiglia. Le pressioni psicologiche portano l’uomo a isolarsi; la truffa verrà scoperta solo dopo la sua morte, quando i familiari trovano la lunga lista di bonifici.
Il racconto del genero, Lorenzo Ceccarelli, mette a fuoco un aspetto cruciale: la vergogna spinge molte vittime a tacere, aggravando l’isolamento e rendendo più difficile intervenire prima che sia troppo tardi.
