Un giorno su Venere dura più di un intero anno venusiano. Sembra un paradosso, eppure è uno dei fatti più bizzarri e affascinanti dell’intero sistema solare. Comprare un orologio o un calendario su quel pianeta sarebbe davvero inutile, perché il tempo lì funziona in un modo che sfida ogni intuizione terrestre. Venere impiega circa 243 giorni terrestri per completare una singola rotazione sul proprio asse, mentre il suo anno, cioè il tempo necessario per orbitare attorno al Sole, dura “solo” 225 giorni terrestri. In pratica, il pianeta completa un giro intorno alla stella prima ancora di aver finito di ruotare su sé stesso. E non è nemmeno l’unica stranezza. La rotazione di Venere avviene in senso retrogrado, cioè nella direzione opposta rispetto alla maggior parte degli altri pianeti.
Venere: una sfida tecnologica fuori dal comune
Misurare con precisione la durata del giorno su Venere non è stato affatto semplice. Il pianeta è avvolto da una coltre spessissima di nubi che impedisce qualsiasi osservazione ottica diretta della superficie. Non si può semplicemente puntare un telescopio e guardare un punto di riferimento che ruota, come si farebbe con Marte o la Luna. Per aggirare questo problema, gli scienziati hanno dovuto escogitare un sistema di misurazione decisamente ingegnoso: inviare segnali radar dalla Terra verso Venere e analizzare il modo in cui questi rimbalzavano indietro. Studiando le minime variazioni nel segnale di ritorno, è stato possibile determinare la velocità e la direzione della rotazione del pianeta con una precisione notevole.
La cosa complicata è che la rotazione di Venere è incredibilmente lenta. Così lenta che le differenze nei dati radar erano sottilissime e richiedevano apparecchiature estremamente sensibili, oltre a sessioni di osservazione prolungate nel tempo. Un lavoro di pazienza enorme, reso ancora più arduo dal fatto che l’atmosfera venusiana, densa e turbolenta, introduce ulteriori disturbi nei segnali. Eppure, attraverso queste tecniche, la comunità scientifica è riuscita a confermare quel dato apparentemente assurdo. Un giorno su Venere supera effettivamente la durata di un anno sullo stesso pianeta.
Perché Venere ruota così lentamente e al contrario
Le ragioni di questa rotazione anomala restano in parte avvolte nel mistero. Una delle ipotesi più accreditate è che, miliardi di anni fa, Venere abbia subito un impatto colossale con un altro corpo celeste, un evento talmente violento da rallentare drasticamente la sua rotazione e persino invertirne il senso. Un’altra teoria chiama in causa le interazioni gravitazionali con il Sole e la densa atmosfera del pianeta. Nel corso di ere geologiche, queste forze combinate avrebbero frenato la rotazione fino a portarla ai valori attuali.
Qualunque sia la causa, il risultato è un mondo dove le nozioni terrestri di “giorno” e “anno” perdono completamente significato. Se qualcuno si trovasse sulla superficie di Venere, a parte dover sopportare temperature di circa 460 gradi e una pressione atmosferica schiacciante, vedrebbe il Sole sorgere a ovest e tramontare a est, il tutto con una lentezza esasperante. L’alba successiva arriverebbe dopo un tempo superiore a quello che il pianeta impiega per fare il giro completo attorno al Sole.
Il giorno su Venere resta uno degli esempi più lampanti di quanto i pianeti del sistema solare possano essere radicalmente diversi dalla Terra, e di quanto la creatività scientifica sia stata fondamentale per riuscire a misurare qualcosa che, a prima vista, sembrava quasi impossibile da quantificare con precisione.
