Il debutto di SpaceX in borsa potrebbe essere molto più vicino di quanto si pensasse fino a poche settimane fa. Secondo quanto emerge da fonti vicine alla vicenda, la compagnia spaziale di Elon Musk ha deciso di stringere i tempi e punta a essere quotata sul Nasdaq entro il 12 giugno. Un’accelerazione significativa rispetto alla tabella di marcia iniziale, che prevedeva un’operazione più dilatata tra fine giugno e inizio luglio.
Stando alle informazioni trapelate, SpaceX starebbe preparando l’annuncio ufficiale dell’IPO già per mercoledì prossimo. Da lì partirebbe un roadshow per attrarre investitori a partire dal 4 giugno, con la vendita delle azioni prevista non prima dell’11 giugno. Il simbolo ticker che potrebbe comparire sugli schermi del Nasdaq sarebbe SPCX, un nome destinato a far parlare parecchio nei circoli finanziari.
SpaceX, numeri da capogiro e interesse dei grandi fondi
Già nei mesi scorsi, quando SpaceX aveva depositato la documentazione preliminare per la quotazione, l’operazione aveva generato un enorme interesse. E non è difficile capire perché. La compagnia punta a raccogliere fino a circa 70 miliardi di euro con l’offerta, cercando una valutazione complessiva intorno ai 1.600 miliardi di euro. Cifre che piazzerebbero SpaceX tra le aziende con la capitalizzazione più alta al mondo, ancora prima di mettere piede sui mercati pubblici.
A rendere il quadro ancora più interessante c’è il fatto che BlackRock, il più grande gestore patrimoniale del pianeta, starebbe valutando un investimento massiccio, compreso tra i 4,5 e i 9 miliardi di euro circa, proprio in occasione dell’IPO di SpaceX. Un segnale fortissimo di fiducia da parte della finanza istituzionale, che evidentemente vede un potenziale enorme nel futuro della compagnia.
Perché SpaceX vale così tanto (almeno sulla carta)
La valutazione stratosferica non nasce dal nulla. Negli ultimi mesi SpaceX ha ampliato in modo aggressivo il proprio raggio d’azione, spinta anche dalle dichiarazioni ambiziose di Musk. A gennaio, la compagnia ha presentato una richiesta per il lancio di un milione di satelliti destinati a creare un vero e proprio “data center orbitale”. Un progetto che, se realizzato, ridisegnerebbe le infrastrutture digitali globali.
Un mese dopo, il CEO ha annunciato un cambio di priorità. Invece di concentrarsi sulla colonizzazione di Marte, SpaceX avrebbe spostato l’attenzione sulla costruzione di una città lunare. Una svolta che ha sorpreso molti, considerando quanto Musk avesse insistito per anni sul pianeta rosso come obiettivo primario.
C’è poi un altro tassello fondamentale da considerare. Sempre nel corso di quest’anno, SpaceX ha acquisito xAI, un’altra delle aziende di Musk focalizzata sull’intelligenza artificiale. Questa mossa potrebbe contribuire in modo significativo a giustificare la valutazione monstre che la compagnia si attribuisce in vista della quotazione. L’integrazione tra capacità spaziali e tecnologie AI rappresenta un pacchetto che, evidentemente, i mercati trovano irresistibile.
SpaceX potrebbe dunque approdare sul Nasdaq già entro la metà di giugno, con una delle IPO più attese e discusse degli ultimi anni.
