Il panorama dei lanci spaziali sta vivendo una fase di profonda trasformazione. A tal proposito, Blue Origin si posiziona al centro di tale evoluzione con aggiornamenti che promettono di ampliare le capacità del suo razzo New Glenn. Dopo il secondo volo riuscito del booster, considerato un punto di svolta operativo, l’azienda fondata da Jeff Bezos ha diffuso dettagli su una nuova serie di interventi tecnici e strategici. I quali sono destinati a rafforzare la propria competitività nel settore. La novità più rilevante riguarda la versione 9×4 del New Glenn, pensata per rispondere a missioni ad alta intensità di carico. Il nuovo stadio principale prevede nove motori BE-4. Mentre l’upper stage monta quattro BE-3U, configurazione che consente di superare le prestazioni dell’attuale versione 7×2. Secondo Blue Origin, la variante 9×4 potrà portare oltre 70 tonnellate in orbita bassa. 14 tonnellate in orbita geostazionaria diretta e più di 20 tonnellate verso la traiettoria translunare. Per carichi più voluminosi è prevista una carenatura allargata a 8,7 metri. La quale amplia le possibilità per satelliti e missioni spaziali complesse.
Blue Origin propone nuovi aggiornamenti per New Glenn
Non si tratta solo di aumentare la capacità di carico. L’azienda ha pianificato anche miglioramenti trasversali volti a incrementare affidabilità e velocità operativa. I motori BE-4 saranno potenziati da 550.000 a 640.000 libbre-forza. Mentre i BE-3U supereranno le 400.000 lbf. L’adozione di propellenti criogenici super-raffreddati, nuovi scudi termici più resistenti e carenature riutilizzabili rappresentano passi concreti per ridurre i tempi di turnaround e rendere più sostenibile la produzione su scala industriale. Un ulteriore sviluppo riguarda uno stadio superiore a basso costo. Destinato probabilmente a non essere recuperato, per contenere i costi operativi.
La strategia operativa di Blue Origin prevede di far volare in parallelo le versioni 7×2 e 9×4, offrendo agli operatori una maggiore flessibilità. Tale scelta apre opportunità per missioni commerciali e istituzionali, incluse quelle collegate al programma Golden Dome della difesa statunitense. Così come per costellazioni satellitari e missioni lunari. Tra gli aggiornamenti tecnologici spicca anche un aerobrake dispiegabile su larga scala, pensato per rallentare carichi in arrivo dalla Luna o agevolare atterraggi controllati su Marte, a conferma della volontà di costruire un portafoglio completo di soluzioni spaziali. Con tali aggiornamenti, Blue Origin non solo rafforza la propria posizione nel mercato dei lanci super-pesanti. Ma contribuisce anche a delineare il futuro dell’esplorazione spaziale.
