Il primo pieghevole trifold di Samsung sembra ormai vicino al debutto sembra ormai vicino al debutto, con indiscrezioni che indicano il 5 dicembre come possibile data di presentazione. Secondo le informazioni più attendibili, il dispositivo – probabilmente commercializzato come Galaxy Z Trifold – avrà una diffusione estremamente limitata. La produzione dovrebbe attestarsi tra le 20.000 e le 30.000 unità, concentrate principalmente nei mercati asiatici. Per questo motivo l’arrivo in Europa appare escluso, almeno per la prima generazione.
Nei mesi scorsi si è discusso anche della possibilità di una commercializzazione negli Stati Uniti. L’idea aveva preso forza all’inizio di ottobre, per poi perdere credibilità dopo la smentita del leaker Evan Blass, tradizionalmente molto affidabile sulle strategie di Samsung. Tuttavia, una nuova informazione riapre lo scenario.
I test del firmware USA sono il primo indizio concreto
Nelle ultime ore è emerso un dettaglio significativo: Samsung avrebbe avviato i test del firmware per una variante destinata esplicitamente al mercato statunitense, identificata con il numero modello SM-F968U1. Si tratta di un segnale importante, perché il firmware delle versioni statunitensi – soprattutto quelle “unlocked” – viene lavorato in modo separato rispetto ai modelli internazionali.
La tempistica, però, risulta insolita. Per un prodotto di fascia molto alta, con un prezzo che dovrebbe superare i 3.000 dollari, un testing firmware così vicino al presunto lancio potrebbe indicare un processo di sviluppo accelerato. Un’altra ipotesi è che Samsung abbia mantenuto un livello di riservatezza particolarmente elevato, lasciando trapelare i riferimenti software solo in questa fase finale.
In ogni caso, il dato rimane: esiste una variante firmware dedicata agli USA, e questo rappresenta il primo indizio concreto che una distribuzione in almeno un mercato occidentale sia effettivamente in corso.
Il Galaxy Z Trifold, con la sua struttura a due cerniere e un prezzo premium, potrebbe così affacciarsi anche negli Stati Uniti, pur mantenendo una diffusione estremamente limitata. Al momento dunque non bisogna fare altro che attendere le prossime informazioni.
