Il roll-out di Gemini for Home continua a ritmo sostenuto. Google ha dichiarato che la distribuzione sta procedendo “alla grande”, sottolineando il forte interesse verso la nuova esperienza basata sull’intelligenza artificiale. Una novità inattesa, emersa da una segnalazione su Reddit, alimenta ora l’ipotesi che l’aggiornamento possa arrivare anche su hardware di terze parti. Nello scatto condiviso da un utente, un Lenovo Smart Display 10 mostra una schermata di Google Assistant con il messaggio “Aggiornamento in corso. Torna presto per iniziare a usare Gemini for Home”. Un dettaglio che ha subito acceso il dibattito nella community.
Finora la disponibilità di Gemini for Home era limitata agli Stati Uniti e agli iscritti al programma Early Access, utilizzatori di smart speaker e smart display delle linee Google Home e Nest. L’estensione ai mercati globali è prevista per il prossimo anno. L’eventuale supporto ai dispositivi di terze parti rappresenterebbe quindi un’espansione non scontata, considerando che Google non ha ancora confermato alcun piano ufficiale.
L’azienda ha diffuso, nel frattempo, l’elenco dei dispositivi idonei all’aggiornamento, composto esclusivamente da prodotti Google:
Altoparlanti;
Google Home (2016);
Google Home Mini (2017);
Google Home Max (2017);
Nest Mini (2019);
Nest Audio (2020).Display;
Google Home Hub/Nest Hub (2018);
Nest Hub Max (2019);
Nest Hub (2ª generazione, 2021).
Tra rumor e realtà: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
L’elenco include praticamente tutta la gamma Google Home e Nest, anche dispositivi lanciati quasi dieci anni fa. Un segnale positivo per chi utilizza prodotti datati, spesso esclusi dagli aggiornamenti più moderni. Non compare invece alcun riferimento ai modelli di altri produttori, né Lenovo né altri brand hanno comunicato piani ufficiali per supportare l’aggiornamento.
Il Lenovo Smart Display 10, protagonista del rumor, risale anch’esso al 2018. La comparsa del messaggio potrebbe indicare un test interno, un errore temporaneo oppure un reale avvicinamento al supporto dei dispositivi esterni all’ecosistema Google. Senza una comunicazione ufficiale è difficile interpretare l’accaduto, anche se l’interesse mostrato dagli utenti suggerisce che un’apertura più ampia potrebbe essere ben accolta.
Al momento non ci sono conferme da parte di Google sul possibile ampliamento della compatibilità. Resta quindi da vedere se Gemini for Home diventerà un’esperienza esclusivamente legata ai dispositivi proprietari o se abbraccerà un ventaglio più ampio di hardware presenti nelle case degli utenti.

