Recentemente Google aveva suscitato non pochi dissapori nella community a causa dell’introduzione di nuove politiche per quanto riguardava l’installazione di applicazioni non certificate all’interno degli smartphone Android, nello specifico aveva anticipato delle novità importanti inerenti l’autenticazione e la certificazione dell’identità dello sviluppatore che aveva scritto l’applicazione, questo per molti utenti aveva significato l’annuncio di un dover dare un vero e proprio addio al sideloading, notizia che non era e non è stata accolta positivamente dalla community che ha sollevato un vero e proprio polverone di protesta contro la decisione di Google.
Dietro front
L’enorme polverone alzato dalle proteste della community sembra che abbia toccato Google al punto da portarla a quello che sembra un vero e proprio dietro front camuffato da una leggera rivisitazione della norma che sembra mostrare ora delle maglie meno strette, nello specifico la nuova norma, che ricordiamo verrà testata inizialmente a marzo 2026 per poi essere introdotta in via definitiva a settembre 2026, prevederà ancora una volta la verifica dell’identità, ma questa volta consentirà all’utente di installare applicazioni da fonti non certificate solo se quest’ultimo accetterà esplicitamente i rischi correlati ad attività di questo genere, in parole povere Google continuerà a contrastare l’installazione di applicazioni provenienti da sviluppatori non verificati ma lascerà la decisione ultima all’utente finale.
Di conseguenza bisogna sottolineare come la verifica dell’identità resterà ancora presente all’interno della politica di Google ma non rappresenterà +1 elemento che farà la differenza tra la presenza o l’assenza di una determinata applicazione, nello specifico la maggior parte degli sviluppatori dovrà e potrà comunque verificare la propria identità per essere presente all’interno del Play Store, sicuramente nei prossimi mesi Google rilascerà qualche elemento in più per quanto riguarda questa vicenda e terrà conto delle norme dissapore che un eventuale addio del sideloading comporterebbe, non rimane dunque che attendere e vedere nei prossimi mesi che cosa accadrà ad un elemento da sempre contraddistintivo di Android.
